Si vota, ma è campagna fino all’ultimo respiro

Il silenzio elettorale? Sì, certo, rispettato ovunque: niente dichiarazioni alla stampa, niente volantinaggio o annunci in tv. Ma c’è un’eccezione: Facebook, che ancora non conosce le regole della par condicio. E ieri il social network si è rivelato il mezzo più furbo per by-passare le regole e per continuare a fare campagna elettorale fino all’ultimo minuto. Idem gli sms di appello al voto sul telefonino. E ieri a «rompere» il silenzio elettorale è stata invece la Curia. Invitando i politici a tacere. Al termine di una campagna elettorale segnata da «toni particolarmente accesi». Ma i giochi sono fatti, questa mattina alle ore 8 scatta l’ora x: si vota per il sindaco. Urne aperte dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Giornata in famiglia ieri per Letizia Moratti, che voterà già questa mattina alle 10 in via della Spiga. E potrebbe «scontrarsi» con la cognata-rivale Milly, candidata con una lista alleata all’aspirante sindaco del centrosinistra Giuliano Pisapia e attesa nello stesso seggio di Letizia mezz’ora dopo. Un trucchetto per conquistarsi i flash. Votano questa mattina anche Pisapia (al Berchet) e il candidato del terzo polo Manfredi Palmeri. Atteso alle 11.30 in via Scrosati il premier Berlusconi, il senatur Bossi voterà invece vicino a via Bellerio nel pomeriggio.
L’ammonimento della Curia. il Qoèlet, libro della Bibbia noto anche tra i meno appassionati di cose sacre per le sue perle di saggezza. Il testo è stato scelto dalla Curia di Milano per irrompere nella campagna elettorale milanese. A uscire allo scoperto è Monsignor Eros Monti, vicario episcopale della Vita sociale. Che allude anche allo scontro tv tra Moratti e Pisapia sulle vicende giudiziarie del candidato di sinistra: «La posta in gioco è rilevante. Le elezioni sono un’occasione troppo importante per essere lasciata in balìa di emotività, sensazioni immediate e frasi a effetto, siano state espresse in modo immediato o progettate a lungo». Entusiastico, come prevedibile, il commento del Pd.