Si vota: in corsa 10 sindaci e 1.800 consiglieri

L’incognita meteo peserà sull’affluenza: 5 anni fa arrivò all’82 per cento

Chiara Campo

È finito il countdown. Oggi e domani 1.030.616 elettori scelgono chi sarà il prossimo sindaco di Milano. Ventidue ore di tempo per recarsi alle urne, abbastanza perché anche chi trascorre il weekend al mare o in montagna possa fare un salto ai seggi: si vota oggi dalle ore 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Dieci gli aspiranti sindaci in corsa, trentaquattro le liste collegate, 1.800 i candidati in consiglio comunale: il primo effetto è una scheda «lenzuolo» azzurra di 99 centimetri per trentatré che richiederà una certa abilità, specialmente all’atto di richiuderla. Tanto che il prefetto Gian Valerio Lombardi consiglia, specie ai più anziani che potrebbero aver bisogno di aiuto, di piegarla almeno a metà prima di uscire dalla cabina elettorale, altrimenti «si rischia l’annullamento del voto». Più contenute le dimensione della scheda verde, quella con cui i milanesi possono scegliere i 41 consiglieri di ciacuno dei 9 Consigli di zona. In questo caso gli elettori possono votare il simbolo di una lista e indicare anche un voto di preferenza, scrivendo il nome e il cognome di un solo candidato.
Si va alle urne in 1.253 sezioni della città, 25 delle quali sono ospedaliere. Per votare bisogna essere muniti della tessera elettorale e di un documento valido di identità (carta d’identità, passaporto, patente, libretto di pensione, porto d’armi, patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici, tessere di riconoscimento, purché munite di fotografia e di timbro o di altra segnatura equivalente, rilasciate da un’Amministrazione dello Stato e tessera rilasciata da ordini professionali o dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia convalidata da un comando militare). Dato che le elezioni politiche si sono svolte poco più di un mese fa, probabilmente pochi hanno già smarrito la tessera elettorale, ma a chi fosse capitato, o chi non l’avesse ancora ritirata, può recarsi all’Ufficio anagrafe di via Larga 12 aperto con orario continuato (e con l’aria condizionata accesa, non è un dettaglio) oggi dalle ore 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Per il rilascio delle carte d’identità, invece, si può andare sempre in via Larga oggi dalle 8 alle 22 (il servizio è offerto solo agli elettori che risiedono a Milano), mentre domani il servizio è garantito secondo gli orari consueti dell’Anagrafe. Solo ieri, in 700 hanno richiesto la tessera, complessivamente 3.200 dal 12 aprile.
Ieri alle 16 intanto si sono costituiti i seggi elettorali. Un vero e proprio «esercito» di 1.306 presidenti eletti dalla Corte d’appello - nove sono stati sostituiti per assenza dell’ultimo minuto - e 5.118 scrutatori, nominati dalla Commissione elettorale del Comune che ieri ne ha dovuti «rimpiazzare» solo una ventina. Il tour de force dei presidenti sarà ricompensato con 187 euro, gli scrutatori guadagneranno invece 145 euro. Da ristampare, invece, circa 120mila schede per il Consiglio di zona 3: al posto del simbolo di Rifondazione comunista c’era quello dei Comunisti italiani che in quella circoscrizione non ha presentato liste.
Rimane l’incognita dell’affluenza, che sarà dettata soprattutto dal meteo. Alle comunali di cinque anni fa votarono 896.747 elettori, l’82 per cento del totale, mentre nel 1997 il dato fu inferiore, 71,9 per cento, cioè 822.462 elettori. Una «scommessa», per i dieci candidati sindaci - secondo l’ordine sulla scheda, Ambrogio Crespi, Letizia Moratti, Gabriele Pagliuzzi, Valerio Colombo, Bruno Ferrante, Giorgio Maria Carlo Ballabio, Cesare Fracca, Sante Gaiardoni, Alberto Beniamino Saibene e Pietro Vangeli - eguagliare, o addirittura sorpassare, l’en plein di voti con cui cinque anni fa Gabriele Albertini vinse su tutti: 495.938, cioè il 57,5 per cento del totale.