«Siamo da 6,5, ma boccio la Filippi»

nostro inviato a Melbourne

Cinque medaglie dal nuoto. Castagnetti, un voto a questa Italia?
«Dico 6,5. Perché ci sono le cose belle, ma anche quelle da mettere a punto».
Anche il ct ha fatto la sua parte. La rinascita della Pellegrini è passata attraverso le sue mani. Soddisfatto?
«Abbiamo scelto la strada giusta, usando esperienza e ragionamento. Non credevo facesse queste cose. Sono molto contento. I giovani devono partire dalle distanze lunghe, quando si è maturi e forti si passa alla velocità: io credo alla Pellegrini nei 400 metri. Ma non basta. Rosolino si ostina a fare i 400, perché nella sua testa vuol vincere. Ed è quello che dovrebbero avere tutti».
Invece?
«Pochi hanno la testa di Rosolino: lui perde e il giorno dopo vuol gareggiare. Quello che manca a molti giovani. Le punte vanno, gli altri meno. Poi c’è la Filippi, che mi ha deluso».
È stata male per un mese...
«Lo sapevamo. Ma non si può dire: perdo, allora non gareggio. Ha rinunciato ai 400 misti. Perché?».
Magari non voleva perdere l’immagine che si è costruita?
«Quale immagine? Deve ancora conquistare qualcosa. Ha talento straordinario: lo sappiamo. Ma bisogna vincere. E per vincere bisogna gareggiare e perdere».
Magnini è il suo ideale: gareggia e vince?
«L’oro di Magnini rivaluta tutta una spedizione. Rosolino dà l’esempio con il furore agonistico. E Magnini lo segue. Uno come Bossini ha fatto miracoli rispetto alla forma».
Magnini ancora d’oro. Ce la farà ai Giochi?
«È l’uomo traino del settore. Il nostro campione, un simbolo che rende importanti i risultati dell’Italia. Speriamo solo che Phelps non frequenti anche i 100 metri. Se Filippo qui è stato un leone, in Cina lo sarà di più».
Fra i giovani?
«Corbeltaldo è il nostro futuro. Lo aspettiamo ai Giochi».
L’importante per tutti è non avere Phelps fra i piedi?
«Mai visto uno così, tanto eclettico. Ha talento da vendere. Paragonabile a nessuno, nemmeno a Spitz che quando vinse le 7 medaglie trovò alcuni avversari in difficoltà: uno appena uscito dall’ospedale, un altro, Gary Hall, con l’influenza».
La Manaudou non è il Phelps delle donne?
«Non è una campionessa così globale, è forte nel dorso e nello stile libero. Certo, se Marin... Voglio dire: mi piacerebbe avere una campionessa così in Italia».
Avete incrementato i giovani in piscina?
«Gli ori di Magnini portano ragazzi. Spero di avere più materia prima».
Il Coni dice che nuoto e scherma porteranno il 40% delle medaglie di Pechino. D’accordo?
«Troppo ottimismo. Se ripetiamo il numero di medaglie prese qui, non va male».
Una soddisfazione di questo mondiale?
«Vedere Facci sul podio. Sono le cose che ti fanno capire che nulla è impossibile. E allora guardo Marin e penso che possa battere Phelps».