«Siamo all’alba di una nuova scienza»

Scienziati e ricercatori discutono delle conseguenze della genomica sull’ attività quotidiana e sulle prospettive che si aprono per l’umanità

Oggi e domani nella verde Umbria si celebrano i vent'anni di Spoletoscienza. Nel rinnovato Festival dei due mondi l'iniziativa principe di Fondazione Sigma-Tau, dimostra la sua maturità ed assume una valenza ormai storica. Negli anni Ottanta Spoletoscienza, in anticipo sui tempi dedicò ampio spazio al «Primo viaggio nel cervello», oggi i programmi sono sempre più ispirati alla necessità vitale di una crescita della cultura scientifica, presupposto fondamentale per una migliore comprensione tra gli uomini e per uno sviluppo che sia veramente tale. A Spoleto, in questi venti anni si sono affrontati temi di grande attualità e voci di elevata autorevolezza si sono espresse: da Oliver Sacks a John Barrow a Roger Penrose, da Gerald Edelman a Eric Kandel, da Sebastian Matta a Ilya Prigogine. Quest'anno, in una sorta di «Vent'anni dopo», Spoletoscienza ritrova il suo pubblico per dar vita a due giornate di lavori, oggi e domani, dalle 10 e 30, a conclusione del 51° Festival. Particolare attenzione è stata data alla scelta dei temi: oggi si terrà un incontro dal titolo «La scienza al tramonto del secolo breve», coordinato dal professor Mauro Ceruti, dell'università di Bergamo. Si compirà una ricognizione sullo stato di comprensione che l'opinione pubblica ha dei fatti della scienza: un confronto tra la percezione attuale, spesso molto preoccupata, e l'immagine che delle sue pratiche si aveva nel 1989. Ad aprire i lavori sarà l'atteso intervento del dottor Martin Bauer, reader in social psychology and research methodology della London school of economics, uno dei più grandi esperti mondiali.
Contraltare costruttivo e denso di suggestioni alla relazione di Bauer sarà il tavolo degli ospiti che ne discuteranno con lui: dallo storico della scienza Paolo Rossi (La politica), al semiologo Paolo Fabbri (Il linguaggio), attraverso l'immancabile ruolo dei media con Alison Abbott del periodico Nature (U.K.) che tratterà: il giornalismo. Sarà presente uno dei più noti tra gli astrofisici e divulgatori della scienza, l'inglese John Barrow, autore del recentissimo libro sulle immagini della scienza «Cosmic Imagery» che illustrerà proprio il suo pensiero espresso in questa sua opera.
Domenica, con il titolo quasi fantascientifico «La Scienza all'alba del nuovo Ordine», coordinato dal professor Gilberto Corbellini, dell'università La Sapienza, Spoletoscienza punterà dritto sul futuro, tentando di precorrere i tempi e descrivendo i possibili impatti e le conseguenze dell'avvento della genomica nella nostra attività quotidiana. Più in dettaglio, un grande protagonista di queste riflessioni e applicazioni di nuova scienza, il genetista professor Kari Stefànsson, chairman e ceo della DeCode Genetics. E' lo scienziato che legge il DNA dei suoi compatrioti islandesi, ed indaga sull'impatto della genomica sulla vita quotidiana. Necessita maggior consapevolezza e capacità di giudizio critico per valutare le ultime e sorprendenti acquisizioni che la moderna scienza della vita ci propone all'attenzione. In questa seconda e conclusiva giornata, a discuterne con Stefànsonn, saranno il genetista Edoardo Boncinelli che interverrà sul tema della Ricerca il clinico e anch'egli genetista Daniele Cusi e il giurista Stefano Rodotà. Le considerazioni conclusive, infine, saranno lasciate allo storico della scienza, Pietro Corsi che parlerà de «Il rapporto tra scienza e società. Dalla caduta del Muro alla mappatura del Genoma umano».