«Siamo antichi, però non invecchiamo mai»

La Vacheron Constantin è la decana delle Maison del tempo: fondata nel 1755, infatti, è la più antica azienda d'orologeria che non abbia mai interrotto la propria attività. A dirigere la filiale italiana, come brand manager nell'ambito del Gruppo Richemont cui la marca appartiene, è Marco Pagani, 44 anni, sposato, con un figlio e una laurea in Scienze politiche. Lo si può definire figlio d'arte, poiché suo padre, Leonardo, aveva cominciato a lavorare per la Vacheron sin dal 1953 e Marco è cresciuto sempre a contatto con questa prestigiosa manifattura.
Nell'era del quarzo e della plastica, cosa significa rappresentare un'azienda così tradizionale e blasonata? «Vuol dire», dice Marco, «avere accumulato e fatto tesoro di quasi 200 anni d'esperienza, visto che siamo entrati nel mercato italiano nel 1819: è un patrimonio che ci è indispensabile nei rapporti con la nostra clientela, tra le più raffinate in assoluto». Ma non vi adagiate un po' in quanto vi sentite i primi della classe? «No», risponde Pagani, «il nostro motto è: “fare meglio se possibile, ed è sempre possibile” e quindi, senza rinnegare il nostro passato anche per coerenza nei riguardi del cliente finale, dobbiamo tenerci aggiornati sulle conquiste tecniche, e sull'utilizzo dei nuovi materiali».
La Vacheron Constantin non fornisce dati ufficiali sulla sua attività, ma, per farsi un'idea, si stima che la produzione si aggiri tra i 17mila e 20mila pezzi l'anno, con prezzi al pubblico che vanno dai 15mila ai 500mila euro, senza considerare i modelli unici realizzati su misura e spesso ancora più costosi. Un mercato, perciò, di fascia altissima. In Italia quali sono i modelli più apprezzati? «Riguardo gli da polso», conclude Marco, «pur senza tralasciare la collezione sportiva Overseas, siamo maggiormente identificati con i modelli classici e in particolare con la linea Patrimony. Orologi extrapiatti, elegantissimi e diretti discendenti di quel modello uscito nel 1955 che aveva il movimento spesso 1,64 mm, cioè poco più alto del cinturino: un’incredibile specialità tecnica che abbiamo migliorato continuamente».