«Siamo alla canna del gas non possiamo più scherzare»

Claudiani (Fit-Cisl): «Necessario restare a trattare, qualche margine d’azione c’è e va verificato. Ma certe impostazioni contro i lavoratori sono troppo punitive»

da Roma

Claudio Claudiani, lei rappresenta la Cisl al negoziato Alitalia. Come valuta la scelta dei piloti di abbandonare il tavolo della trattativa?
«Al momento in cui è giunto il confronto (osserva con un filo di voce: «Sono in una pausa della trattativa», spiega) credo che ci sia molto nervosismo e tatticismo. Una cosa però è certa».
Quale?
«Che siamo arrivati alla canna del gas. Non c’è più spazio per nessuno per giocare. Non può giocare il governo, al quale chiedo di far sentire più forte la sua voce. Non può giocare il sindacato: sarebbe disastroso».
Insomma, condivide l’ipotesi che se i piloti fanno saltare la trattativa, salta tutto?
«Condivido la necessità di una consapevolezza complessiva maggiore. Soprattutto siamo arrivati ad un punto in cui serve una disponibilità ad un confronto più ampio. Occorre rendere solido il confronto ed ancorarlo nel merito alla tutela del lavoro, nonchè gli spazi d’intervento sul piano industriale, soprattutto in termini di flotta, di offerta intercontinentale e di manutenzione pesante».
Cosa chiede, più soldi?
«Non chiedo più soldi. Chiedo un atto di responsabilità da parte di tutti. Il governo deve far sentire la sua voce in modo più deciso, più forte. Chiediamo che il governo riassuma il ruolo di garante. Solo procedendo attraverso un confronto nel merito ad oltranza si può raggiungere il traguardo che auspichiamo. Al tempo stesso, le altre parti devono verificare maggiori margini, anche per le garanzie».
In altre parole?
«Quella che stiamo conducendo è una trattativa che sta proseguendo in una dimensione complessiva. È sicuramente molto articolata e complessa. E proprio per questo, non può lasciare spazio a posizioni categoriali. L’analisi dei problemi richiede una valutazione ed un approfondimento generali che ci obbliga ad una mutualità ed attenzione complessiva».
Pare di capire che sia contrario allo «strappo» dei piloti...
«Ripeto. Il negoziato sta vivendo un momento di nervosismo e di tatticismo. Per queste ragioni ritengo sia necessario restare al tavolo della trattativa. C’è da negoziare il numero di addetti. E bisogna negoziarlo tutti insieme. I margini d’azione non sono molti, ma vanno tutti verificati. E si verificano solo stando al tavolo. Siamo alla canna del gas. Non si può più giocare».
Ma come dovrebbe essere quindi impostata la trattativa?
«Il negoziato va riequilibrato. Vanno superate impostazioni punitive per i lavoratori, anche in presenza di un momento così drammatico per Alitalia».
Appunto...
«Già, ma viene da chiedersi se si punti a costituire una compagnia low cost o se si voglia davvero dare vita ad una grande compagnia nazionale che si misuri su rotte internazionali ed intercontinentali».