Siamo di destra, anzi con Vendola

L'incerta collocazione del Fli. Ammiccano a sinistra ma si proclamano di destra. Sono tutto e il contrario di tutto

Siamo di destra, no siamo di sinistra. No, sono tutto e il contrario di tutto. I finiani procedono una capriola dopo l altra. Basta mettere a confronto il Granatapensiero con il Bocchinopensiero per farsi venire i sudori freddi. Ecco il sogno di mezza estate di Fabio Granata: «Fini è molto gradito a sinistra. È un politico trasversale, capace fuori dal Palazzo, di mettersi alla testa di una rinascita nazionale. Fini-Vendola secondo me vincono perché la gente è molto più avanti di quello che si pensa».
Fini & Vendola? Certo, è il 13 agosto e Granata dilaga: «Sono saltati gli schemi destra-sinistra. E poi cosa ci divide dalla sinistra e da Vendola sulla legalità, il contrasto alle mafie, la cittadinanza, l’immigrazione, la coesione sociale, i problemi del Mezzogiorno, l’evasione fiscale, il federalismo solidale?». Che manca? Nulla, in questa chilometrica lista. Insomma, la destra può andare braccetto con la sinistra, addirittura con quella vendoliana, sua gemella. Ancora Granata, il Granata di mezza estate: «Io non voglio stare cinque anni all’opposizione. Per questo non escludo un’intesa con la sinistra e con Vendola. Questa potrebbe essere l’extrema ratio di fronte ad una rottura traumatica del centrodestra».
Si va sinistra. Anzi, no. Ecco Italo Bocchino, il 20 novembre scorso: «Futuro e libertà è un partito culturalmente e politicamente ancorato al centrodestra. C’è il tentativo di chi ci teme di dire: hanno tradito, stanno andando con la sinistra, hanno cambiato idea su tutto»: A chi si riferisce Bocchino? Forse a Granata? «Noi - prosegue il braccio destro di Fini - non abbiamo cambiato idea su niente, a differenza di altri ci siamo evoluti. Diciamo le cose scritte nei documenti del Partito popolare europeo, della destra francese, tedesca, spagnola». E Vendola? No, nell’elenco di Bocchino non c’è posto per la sinistra pugliese. E neppure c’è nel pantheon di Silvano Moffa: «Fini ha detto chiaramente nel discorso di Bastia Umbra che Fli è nel centrodestra. E non credo sia utile scommettere su una sinistra in crisi d’identità, che non sa decidersi fra l’estremismo di Vendola e il buonismo di Veltroni. Così come è un controsenso sia inseguire il mito di un falso ’68 sia inseguire sui tetti Bersani. Questo crea soltanto incertezza e imbarazzo fra i nostri elettori».