«Siamo forti ma è sbagliato considerarci un pericolo»

da Roma

Onorevole Roberto Cota, tra gli alleati c'è chi vi accusa di voler correre un po' troppo sul federalismo fiscale e chiede di prendere tempo? Crede ci siano delle resistenze?
«Siamo sicuramente a uno snodo importante, ma non vedo alcuna guerra come sostiene qualche dietrologo. La situazione mi pare chiara, perché c'è un punto prioritario del programma che è il federalismo e noi chiediamo che venga approvato al più presto».
L'obiezione che arriva dal Pdl è che la Lega «non fa gioco di squadra».
«Guardi che se passa il federalismo fiscale non è nell'interesse solo della Lega ma di tutto il governo. Poi, non c'è dubbio che il Carroccio resta un movimento con la sua individualità che non sarà mai parte del partito unico».
Per quale ragione, però, i vostri alleati stanno frenando sui tempi?
«Questo non deve chiederlo a me. Io so solo che tanto era impellente l'esigenza di fare le riforme che è stata fatta una Finanziaria anticipata triennale. Una scelta che peraltro è stata condivisa da tutto il governo».
Altra obiezione degli alleati: se si va avanti così passa l'idea che il federalismo fiscale è merito solo della Lega e non di tutta la coalizione. Insomma, ci state mettendo un po' troppo il cappello sopra...
«Al di là dei piccoli battibecchi quotidiani, nessuno potrà mai togliere alla Lega e a Bossi la paternità di una battaglia che porta avanti da venti anni. Ormai fa parte della storia».
Il Senatùr, però, ancora ieri ha rilanciato: federalismo o secessione.
«Bossi ha solo detto che o si fa il federalismo fiscale oppure il sistema è destinato a esplodere. È un'analisi obiettiva, perché se si va avanti così qualunque tipo di azione di governo è destinata ad arenarsi».
Torniamo alla tempistica. Calderoli sono giorni che insiste affinché il disegno di legge delega venga discusso già nel prossimo Consiglio dei ministri. Al momento però non sembra sia previsto...
«Quello di inserire la riforma come collegato alla Finanziaria è un percorso su cui c'era l'accordo di tutti. È chiaro, dunque, che dovrà essere affrontato in tempi brevi e l'auspicio è che avvenga domani. Il quando, comunque, lo decideranno Bossi e Berlusconi».
Ma non è che la Lega accelera perché vuol chiudere la pratica sul federalismo fiscale già a inizio 2009 ed avere le mani più libere alla prossima tornata amministrativa?
«Di questo noi non abbiamo mai parlato. Certo, per noi il momento è propizio perché sul territorio siamo molto forti e abbiamo una classe dirigente di qualità. Non vorrei che qualcuno vedesse questa nostra forza come un pericolo... Sarebbe davvero ingeneroso».