"Siamo i volti in rosa del Moratti-bis: ecco perché votarci"

Parlano le donne della nuova giunta del Pdl: "Vi spieghiamo come faremo ripartire Milano"

Bionde, agguerrite e con le idee ben chiare. Eccole le donne scelte da Letizia Moratti per la futura giunta. Quando hanno ricevuto la telefonata del sindaco, «Vuoi fare l’assessore per me?», quasi non credevano alle loro orecchie. Ma subito dopo hanno cominciato a farsi rifrullare in testa idee, programmi e piani per rilanciare Milano. Come, da dietro le quinte e da donne pratiche quali sono, hanno sempre fatto. Hanno attorno mariti, figli e colleghi che fanno il tifo. «Noi incrociamo le dita» dicono scaramantiche. E per loro il voto di oggi avrà un sapore diverso.
Evelina Flachi, nutrizionista, sarebbe il nuovo assessore alla Salute, Giovanna Mavellia, segretario generale di Confcommercio Lombardia, si occuperebbe della Semplificazione e Daniela Mainini, avvocato esperta di tutela penale industriale, guiderebbe l’assessorato alle Attività produttive. Andiamole a conoscere un po’ più da vicino le future «moschettiere» del sindaco.
Evelina Flachi, 62 anni non ancora compiuti, da 35 anni si occupa di prevenzione, è già stata collaboratrice dell’assessorato alla Salute ed è membro del comitato tecnico scientifico per il programma «Scuola e cibo» del ministero dell’Istruzione. Per di più è un volto noto al pubblico del piccolo schermo per le sue partecipazioni alla trasmissione «La prova del cuoco». «Non ho mai pensato di entrare in politica - specifica la Flachi - e anche se dovessi diventare assessore non aderirei a un partito. Sono una tecnica e come tale mi metterei al servizio dei cittadini». Progetti? «Potenziare la prevenzione e promuovere corretti stili di vita, a cominciare dalla nutrizione, importante sia per i bambini sia per gli anziani. Faremo capire l’importanza dell’alimentazione e combatteremo i mali del momento, stress e obesità».
Daniela Mainini, 51 anni, sposata, con una figlia di 16 anni, è presidente del centro studi Grande Milano e del consiglio nazionale anticontraffazione. Toccherà a lei guidare le imprese di Milano verso Expo. «Da sempre lavoro con gli imprenditori, grandi e piccoli. Quindi conosco le loro necessità. Se dovessi diventare assessore prima ascolterei i vari protagonisti del mondo del lavoro e poi imbastirei un percorso che punta dritto dritto verso Expo e verso l’internazionalizzazione». Secondo Mainini la città ha bisogno di farsi conoscere nel mondo. Tra i punti cardine del suo lavoro, l’avvocato degli imprenditori continuerebbe la lotta alla contraffazione che già ora sta portando avanti. Commenti alla proposta di diventare assessore? «Mia figlia e mio marito sono con me e mi sostengono. Io sarei entusiasta di entrare nella giunta Moratti».
E poi c’è Giovanna Mavellia, 48 anni, volto della Confcommercio. A lei spetterebbe il difficile compito di semplificare le procedure comunali, di eliminare la burocrazia vecchio stampo, di rendere più chiaro il linguaggio della macchina amministrativa. «Sarebbe una bella sfida. Milano e le sue 165mila imprese ne hanno bisogno. Solo così potremmo rendere la città più attrattiva per gli investimenti». Quando le è arrivata la proposta di diventare assessore, Giovanna Mavellia è rimasta di sasso. «Non l’avrei mai immaginato e anche le mie figlie sono state contentissime. Hanno 11 e 14 anni e sanno che la mamma lavora già con il Comune e con la Regione». Pronostici sui risultati elettorali? «Il popolo dei moderati è con noi e il centrodestra in queste due settimane ha lavorato bene parlando tanto dei programmi».