«Siamo indignati: che fatica far ridere di questi tempi»

Famiglia Cristiana gli dedica la copertina. Anche loro «sono indignati». Nel caso ci faremo spiegare più avanti. Alessandro Besentini e Francesco Villa, in arte Ale&Franz, inaugurano la nuova serata di Italia Uno con A&F, Ale e Franz Show. Si tratta di una nuova sitcom in otto puntate di Fatma Ruffini, 300 e passa sketch per un totale di 50 minuti a (tematica) puntata. Dopo di loro Zelig Off e la coppia Marcuzzi-Villa a luci rosa di Così fan tutte. Ale e Franz - in teatro con lo spettacolo Aria Precaria - annunciano novità tra cui quella di una comicità «casalinga» e testi più graffianti, se possibile. Come al solito niente politica, non è nel loro stile e interesse. Al loro fianco i soliti Alessandro Betti e Katia Follesa oltre all’ex miss Italia Miriam Leone, bella e possibile.
Ale, stavolta niente ausilio preconfezionato da format australiano o inglese: è tutta farina italiana, una sit-com su misura.
«E mi sa che riderete di più, almeno lo spero. La cosa importante è che ci sentiamo maggiormente responsabili di questo progetto, abbiamo anche collaborato ai testi e il cast è ormai collaudatissimo».
La promessa è quella di spiazzare il pubblico; è umorismo di testa il vostro...
«Faremo credere che la battuta arrivi da una parte e invece arriverà puntualmente dall’altra. Vedi, facciamo di tutto per cambiare il modo di far ridere in televisione, ma è dura».
Vi riferite a quella schiera di cabarettisti dalla battutaccia che chiama la facile risata.
«Ognuno ride a modo suo, per carità. Immaginiamo che a molte persone la nostra comicità misurata, all’inglese (anche se non si dice più) non dica un granché, in questo campo il plebiscito è impossibile. Però ho 44 anni e ho avuto la fortuna di crescere col bianco e nero dei Walter Chiari, dei Paolo Panelli e di Bice Valori. Poi, più in là ho preso da Monthy Piton e Woody Allen».
Tema per Ale e Franz: la tv oggi. Svolgimento
«Ci annoia tutto quello che non è film, partita di calcio o documentario. La televisione italiana di oggi ricicla senza inventare e poi dicono che uno va su You Tube a rivedere le cose belle di una volta....»
Già, You Tube, l’anarchivio più cliccato del mondo è pieno di tesori
«Che meraviglia, per fortuna che c’è».
Franz, il vostro stile può essere definito...
«Surreale. Cerchiamo di non dare un tempo, o un luogo a ciò che facciamo. Questo ci piace».
Com’è andata con la Leone?
«Abbiamo lavorato con lei sei settimane assieme al regista Latino Pellegrini, posso dire che è una rivelazione!»
Cioè
«Questa ha i tempi giusti, è più brava che bella. E ho detto tutto».
Dicevi dello show in piena regola, c’è anche il collegamento col cialtrone microfonato...
«L’improbabile inviato (Alessandro Betti) dal ledwall millanta di trovarsi in località all’altro capo del mondo con ospiti prestigiosi come Pamela Anderson a Cristiano Ronaldo. E fa morir dal ridere».
Guardandovi intorno cosa vi spaventa?
«L’inquinamento. Noi tra cinquanta, sessant’anni non ci saremo più, ma per chi verrà dopo di noi sarà un problema grande. Contro cui credo ci sia ben poco da fare.
Ale e Franz, il bello e il farfallone sono complementari. Anche se non lo dicono ce ne accorgiamo. Ale aveva parlato di Panelli, Chiari, Valori. Franz si rivolge altrove. Sempre classici però. «Da piccolo impazzivo per Totò e Peppino, Tognazzi e Alberto Sordi. Poi Vianello e il grande Diego Abatantuono». Che coppia!
Ale e Franz, a proposito: indignati per cosa?
«Chi non è indignato di questi tempi? Non c’è bisogno di schierarsi, ormai a quarant’anni si rischia di perdere il lavoro. Una cosa impensabile solo qualche anno fa. Indignati? Indignatissimi».