Siamo l’unica rock star del calcio

Ricordate quello spot anni ’70 che diceva «potevamo stupirvi con effetti speciali...»? Ebbene, per gli effetti speciali più sorprendenti, oggi c’è l’Inter, il club più affascinante del mondo. Nulla in casa Inter è scontato e chi non la segue non potrà mai capire l’eccezionalità del club nerazzurro rispetto agli altri, così normali, così ordinari. Per chi fa il mio mestiere, l’Inter è un autentico portento giornalistico: impossibile annoiarsi! E la presidenza Moratti ha addirittura accentuato l’imprevedibilità di ogni situazione. Così l’Inter è quadri-Campione d’Italia, scudettata dal 25 luglio 2006, cioè ininterrottamente da 1035 giorni, tavolino compreso, ma conserva immutata l’innata capacità di fare incetta di titoli di giornali e di ore di programmi tv, malgrado i tempi duri e impietosi ora tocchino ai rivali storici. Insomma, anche nel calcio parlato l’Inter stravince alla grande perché è unica, irripetibile, inimitabile. Ed il bello è che fa tutto da sola. Un giorno caccia l’allenatore fresco di scudetto, un altro il fuoriclasse di turno ha il mal di pancia, un altro l’allenatore «chiama» il Real Madrid col solo scopo di indurre il presidente ad un mercato poderoso, che manderebbe in delirio i tifosi. Insomma: cento strilli per l’Inter e zero tituli per gli altri, oggi semplici comprimari. L’Inter resta l’unica vera rockstar calcistica dei nostri tempi, con trofei che da qualche anno si accumulano avvilendo avversari schiumanti di rabbia. E se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Grande Inter!
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