«Siamo liberali anche quando si parla di calcio»

Carissimi, ho letto che l’industriale Durante, fervente seguace della Sampdoria, insieme ad altri compagni di fede blucerchiata, ha «comprato» un’intera pagina del Giornale, per fare gli auguri ai «tifosi» della sua squadra, ma, soprattutto auspicando per l’avvenire, maggiori fasti per la stessa, invitando la società a seguire con maggiore entusiasmo le sorti e le vicende per i colori tanto amati. Ma l’entusiasmo è in funzione dei risultati che non sono brillanti...
Non ho nulla contro il signor Durante, che è, indubbiamente degna e valida persona. Ma rilevo, dal fatto sopra esposto, che il cosidetto «tifo» a volte, grande (come suol dirsi) la mano, salendo ad esigenti esternazioni. È palese che voi della redazione di Genova, caldamente, vi associate alla stessa: oltre la pagina (pagata), reclamizzate il roboante gesto in due complete colonne (cm 25x10 di spazio), nonché con la pubblicazione di due foto del signor Durante. Non ne bastava una sola?
Seguo il gioco del calcio da ben più tempo del signor Durante (facciamo circa un 35 anni di più) ed è normale che presti simpatia per una «maglia» coi colori della mia città. Ma ogni manifestazione deve essere certamente nei giusti limiti. In sostanza: il gioco del calcio vede solo dei baldi giovani (pagati, troppo pagati) e troppo osannati che danno luogo ad una gara sportiva, uno spettacolo che dovrebbe essere apprezzato per un confronto fatto solo con abilità, ma soprattutto, con rispetto e cavalleria reciproca. Ma al vero «tifoso» questo non importa. Gli interesa solo la vittoria, costi quel che costi. Che deve essere ottenuta dimostrandosi più cattivi, più cinici (espressione usata dai giornalisti).
E perché recentemente, in un vostro articolo il signor Novellino (titolo in grassetto) viene definito il miglior allenatore del mondo? Ma scherziamo? Questo è solo «tifo» smaccato. Guarda caso io ho molta simpatia e stima per Novellino che valuto un ottimo allenatore. È educato, corretto e capace e lo dimostra «cavando» il meglio possibile da un parco giocatori composti di elementi piuttosto mediocri. Credo che non gli interessi di essere «idolatrato».
Conclusioni: il signor Durante è padrone di spendere i suoi soldi come meglio ritiene. Ma forse, in questo caso, era meglio se, a nome e per conto della Sampdoria l’avesse destinato agli enti che, si curano di bimbi abbandonati. Avrebbe avuto, se così avesse fatto, a parte questa sua «roboante» presenza, la simpatia di tutti indistintamente.

Carissimo dottor Rosi, la ringraziamo moltissimo per l’attenzione con cui ci segue. Ma, certo, non ci può accusare di essere di parte: per quanto riguarda l’iniziativa di Milo Durante di acquistare una pagina pubblicitaria per spronare la società Sampdoria a nuovi investimenti, le abbiamo dato molto spazio proprio perchè è inedita e simpatica. Fra l’altro ringraziamo Durante proprio per aver scelto il Giornale per i suoi auguri, mentre la società di Corte Lambruschini ha ritenuto che solo i lettori del Secolo XIX meritassero i suoi.
Per quanto riguarda Novellino, è vero: quel titolo era forte. Ma rispecchiava il pensiero dell’autore dell’articolo, Piero Sessarego, diametralmente opposto a quello del nostro caporedattore Massimiliano Lussana, che passa per un «cattivo» proprio per le sue critiche feroci al tecnico doriano.
Su queste pagine, ognuno dice la sua. Poi, i lettori si fanno la propria idea. Siamo liberali. Persino quando si parla di calcio.