Siamo prigionieri (ancora!) del bieco antiberlusconismo

Direttore buongiorno, ho letto il suo fondo sull'undicesima domanda posta da Ezio Mauro, già direttore di La Repubblica a Berlusconi. Ineccepibile. Vorrei porrei io una domanda a Mauro: valeva la pena spendere 20 anni per condurre una guerra micidiale, e soprattutto personale e illegale, ad una persona solo perché vi bagnava il naso, e perché avrebbe scalzato dal potere i vostri grandi capi, ricchi progressisti col cuore a sinistra ma il portafoglio a destra? Avete fatto il conto di quanto questa vostra guerra demenziale sia costata al paese? Non era più semplice proporre al paese una alternativa politica, economica e logicamente credibile alle «sirene berlusconiane», e su queste basi venir giudicati dagli elettori. Forse se lo aveste fatto, a quest'ora il paese verrebbe governato alternativamente da una destra liberale e da una sinistra progressista, come succede in molti paesi europei. Ma voi no. Per prima cosa gli avete scatenato contro i vostri mastini-giudici, e chissenefrega del paese: tanto voi non rischiavate nulla, ve lo siete sempre potuto permettere (Flaiano dixit). Risultato: Berlusconi non è più al potere da cinque anni, e il Paese Italia come se la passa, adesso?

Riccardo Dietrich

Caro Riccardo, come noto non ce la passiamo bene. Dal 2011, ultimo anno del governo Berlusconi, ad oggi non uno dei dati economici è migliorato. Anzi, sono tutti peggiorati ma la cosa non preoccupa mininimamente gli autori di quella sciagurata campagna durata un ventennio. Oggi anche qualcuno a sinistra comincia ad ammettere che il problema non è stato il berlusconismo ma quel tipo di antiberlusconismo che ha finito per distruggere tutto e tutti e ha consegnato milioni di elettori a Grillo. Ezio Mauro, Bersani, Di Pietro, Ingroia sono usciti di scena o pesantemente ridimensionati, tutti vittima della loro ossessione per il Cavaliere. Ma è una magra consolazione perché a noi tocca muoverci tra le macerie che hanno lasciato alle loro spalle mentre loro si godono dorate pensioni.