«Siamo la punta degli indipendentisti»

Gianni Pennacchi

da Roma

«Con l’aggravante di armi, essendo state rinvenute numerose armi», sta scritto nella richiesta di rinvio a giudizio della procura veronese, pur se l’allarme di chi legge è subito smorzato da un «peraltro legittimamente detenute». Insomma, fucili da caccia: quello leghista è notoriamente un popolo di cacciatori.
Però secondo i magistrati è in virtù della «notevole disponibilità di armi anche se detenute legittimamente da parte di molti aderenti», che nel giugno 1997 si rende «concretamente operativa la struttura delle c.d. “camicie verdi” avente consistenza e caratteristiche militari e, all’apparenza, rappresentante in qualche modo le istituzioni di polizia e militare della nuova realtà statuale denominata repubblica federale padana».
A supporto, ancora registrazioni telefoniche, come quella del 26 agosto ’97 tra Enzo Flego e Marco Mercanzin, «in cui il primo dice all’altro che “noi altri siamo andati a fare le ronde di qua, siamo andati a fare le ronde di là” e il Mercanzin mestamente ribatte “E qui a Padova, non vogliono mica farmele fare”». L’attività dei responsabili delle Camicie verdi è intensa, e gli inquirenti registrano, controllano, sequestrano. Questo è lo stralcio di un manoscritto «compromettente» che la Digos di Verona ha sequestrato il 19 dicembre ’96 a Luciano Grammatica, responsabile di Como della Guardia nazionale padana: «...Per ora la GNP deve farsi vedere sul territorio, sfilare ecc. Il Responsabile Prov.le deve essere il referente fidato di Maroni, il quale nella prima fase deve essere il filtro. Nessuno deve tenere elenchi o liste di nomi, solo Maroni... I nominativi si spediscono via fax e poi si elimina il foglio di adesione» e «... Noi siamo la punta della politica indipendentista, quindi dobbiamo tenere un certo comportamento e una certa riservatezza che non è segretezza perché siamo un’Associazione legalmente riconosciuta con soci pubblici (l’elenco lo tiene Maroni, solo lui» - sic! - «...la GNP deve fare non parlare. L’organizzazione ha la sua forza» - n.b.- «nella disciplina(!?)» - la punteggiatura in parentesi è nel testo originale - «... Gli Schützen e i Sardi sono organizzazioni armate e hanno i gradi; questo fatto verrà tirato fuori al momento giusto... bisogna sapersi mobilitare in tempi rapidissimi, anche nel cuore di notte per poche ore dopo...». Se «la punteggiatura in parentesi» è di Grammatica, come tiene a precisare la richiesta di rinvio a giudizio, le esclamazioni e le note in neretto sono del magistrato estensore.
Ancora una registrazione, quella di una telefonata il 10 settembre ’97 tra Flego, leader delle Camicie verdi veronesi, e Giacomo Chiappori, ministro della polizia regionale nel governo ombra della Padania.
C= Eh... perché l’intenzione, parlando con eh... anche con Umberto, è di riunire tutte le camicie verdi in un solo posto per un primo e pronto intervento; un modo di contarci, un modo di vederci una volta
......
C= Poi... eh... in questa prima tornata poi ci dobbiamo vedere a Milano, farò una riunione in... prossima settimana, con Boso, Ceresa, te, Stucchi, e tutti, per vedere quanto ne possiamo... quanto ne contiamo, no! Boso mi dice: io ne porto trecentocinquanta; Stucchi, quello del... del... del... della Lombardia, dice: io ne ho circa un migliaio; Ceresa ne dice circa... otto o novecento, ma comunque i conti poi li fanno precisi per capire quanti siamo...
F= Uhmm!
C= ...perché siamo... che arriviamo là che siamo in tre, non si può fare, hai capito?
F= Sì.
C= Dobbiamo arrivare là per dire... ci siamo, e quel giorno li ci sarà anche il capo;...
F= Eh!
C= ...perché praticamente l’idea è questa qui no, cioè il grande discorso del... del... del... come si chiama?... del... comitato tuo, eh... non comitato... come lo chiami...