«Siamo al riparo dalla crisi»

L’economia ligure in controtendenza rispetto a quella nazionale. Secondo fonti Istat la Liguria è la regione che, insieme all’Umbria, ha avuto il Pil più alto nel 2007 con un tasso di crescita del 2,3% a fronte di una media nazionale dell’1,5%. Un dato che rende orgoglioso il presidente della Regione Claudio Burlando secondo cui i meriti di questo risultato stanno nelle scelte strategiche messe in campo dalla Regione che ha deciso di puntare sulla produzione piuttosto che sul settore terziario. «Per noi non si tratta di una sorpresa- spiega il Governatore-. Sono diversi mesi che riceviamo segnali positivi dalla nostra economia e siamo riusciti anche ad accantonare un “tesoretto” che ci mette al riparo dalla crisi finanziaria in atto».
Burlando esalta la scelta ligure di puntare sulla produttività, industria, agricoltura e portualità su tutti: «Riusciamo ad avere settori che sviluppano anche una buona qualità - ricorda Burlando- e questo in un territorio molto vecchio come il nostro è un segnale positivo. Inoltre abbiamo puntato su settori che producono reddito e che ci permettono di rimanere al riparo dalla crisi finanziaria in atto». E proprio sulla crisi è intervenuto il presidente della Regione dicendo che «la Liguria rimane coperta dal possibile crollo dei mercati grazie da una banca solida come la Carige che non è coinvolta nelle aggregazioni internazionali». Non solo, ma il presidente della Regione giudica la crisi economica internazionale come un momento che cambierà anche le leadership internazionali, «non ci sarà una ridefinizione interna all’occidente ma probabilmente sarà l’Asia a fare da traino e la Liguria in questo quadro potrebbe avere un ruolo importante per la sua posizione e per i settori di produzione che sviluppa per avere un canale di espansione su quei mercati». Dati confortanti arrivano soprattutto dal settore industriale in crescita nel 2007 a 137mila unità, Burlando la rivendica come una scelta strategica della Regione, «fronte di un terziario che non può svilupparsi oltre proprio a causa del fatto che non si può chiudere alla gente di indebitarsi oltre».