Siamo sani e in rosso

I dati dell’Osservasalute 2007 fotografano la situazione del Lazio

Nascono più bambini, si vive più a lungo, si beve poco e si mangiano molte verdure. E i giovani non amano adottare comportamenti trasgressivi. Niente male per gli abitanti del Lazio. Se non fosse per quell’alta percentuale di fumatori, per le malattie sessualmente trasmissibili, che sono in crescita, e per l’alto consumo di cocaina. Luci e ombre per la nostra regione, insomma, nel rapporto Osservasalute 2007, che analizza lo stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria, pubblicato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane e presentato ieri all’università Cattolica.
E se gli abitanti del Lazio si distinguono dai «colleghi» di altre regioni in molte categorie, è la nostra sanità pubblica ad accaparrarsi senza sgomitare troppo la maglia di regione che spende di più in questo campo rispetto al resto del Paese. Il dato che emerge dal rapporto è davvero pesante: l’incremento del disavanzo tra il 2003 e il 2006 è stato pari a 159 euro e nel 2005 la perdita delle Asl è stata in media di oltre 160mila euro, il risultato peggiore a livello nazionale. Per curarsi un cittadino del Lazio spende molto più di un abitante di un’altra regione: nel 2006 la spesa procapite è stata di 1.954 euro contro una media italiana di oltre 1.688 euro. La Regione Lazio, inoltre, è risultata la più deficitaria nel 2006, con un disavanzo stazionario nel 2005-2006, pari a 272 euro pro-capite, indicativo di una sovraspesa. Altro «neo» del Lazio è la percentuale di dipendenti di Asl e aziende ospedaliere che ricoprono un ruolo amministrativo: il 12,45 per cento di tutto il personale. Numeri inconfutabili, come ammette lo stesso assessore alla Sanità Augusto Battaglia, ma che nel caso della Regione Lazio vanno valutati con cautela. «Bisogna tenere conto - sottolinea Battaglia - che la nostra Regione ha ereditato un debito di circa dieci miliardi di euro, con un deficit di esercizio che nel 2005 sfiorava i due miliardi di euro».
Tra il 2003 e il 2006 il Lazio è stata la regione con il maggior incremento di nascite, guadagnando più di due punti per mille. In aumento anche l’aspettativa di vita, sebbene si riscontrino valori più bassi rispetto alla media nazionale. Niente di buono, invece, quando c’è di mezzo il fumo: il Lazio, con il 24 per cento della popolazione regionale over 14, ha la percentuale più alta di amanti della sigaretta dopo quella campana. Altri primati negativi riguardano gli incidenti stradali (5,66 casi per mille abitanti rispetto ad una media italiana di 3,91) e quelli domestici. Da segnalare la crescita della diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili: le province di Trento e Lazio sono le aree a maggior incidenza di sifilide. Nel Lazio (come in Lombardia, Emilia Romagna e Campania) sale anche il consumo di cocaina.