Siamo stanchi delle élite che disprezzano la libertà

Maurizio Zamparini*

Leggo esterrefatto il fondo di Ernesto Galli della Loggia (il nome è già tutto una élite). Esterrefatto per le conclusioni che lo stesso trae dalla manifestazione di Roma: «Il leader, il popolo e niente in mezzo». Secondo lui mancando quel mondo di mezzo, non c'erano «i rappresentanti dei pezzi di società italiana, non solo i cantanti, gli attori o gli intellettuali, ma neppure esponenti dell'industria e della finanza, dell'alta burocrazia, del mondo del lavoro, dell'universo delle professioni: nulla, nessun nome».
E bravo, ecco qui il suo pensiero da intellettuale da lobby del Corriere della sera. Caro della Loggia, il messaggio politico nuovo e forte era proprio la presenza degli attori veri di questa Italia: lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, imprenditori, professionisti, tutta gente abituata all'impegno del lavoro come valore, alla famiglia come valore, alla libertà come valore. Il grido di quella gente è il grido della gente libera e liberale di questo Paese: un grido di libertà.
E la società che lei ritiene mancante alla destra liberale, la società delle lobby, dei salotti buoni, degli intellettuali spocchiosi e vuoti, dei lavori parassiti che nulla producono ma solo consumano (quelli del comunismo), è proprio quella società che ci ha regalato Prodi e l'Italia dei poteri trasversali (magistratura, giornali, sindacati, banche e finanza schierata, eccetera). È una società che lei erroneamente ritiene pensante, secondo lei la «élite», che ci ha portato e ci sta portando al disastro.
E il nuovo grido politico è dato proprio dalla mancanza di questo che «stava e sta in mezzo» poiché non ci serve.
La gente vera scesa in piazza ha gridato che non vuole questo mondo di mezzo, vuole politici che nascono dal suo grembo: il lavoro vero. Che produce ricchezza e benessere, necessario come valore da insegnare ai figli, che ti fa ritornare a casa la sera contento di aver fatto il tuo dovere. Quello che ti riempie di orgoglio quando ti accorgi di aver costruito qualcosa per te, per la tua famiglia, per gli altri.
Precisando per lei, caro della Loggia e per gli intellettuali come lei, che quella destra scesa in piazza non ha come lei dice sprezzante «nel suo Dna storico due sole culture della rappresentanza sociale: quella cattolica e quella di origine fascista». Bugiardo o cieco! Nel suo Dna c’è una sola cultura regina: quella liberale. Quella per la libertà, che Dio ci ha dato e che tanti uomini «illuminati» nella storia hanno tentato di toglierci promettendo un mondo irreale, dove barattare la propria libertà per una bugia a supporto del dittatore di turno, che ti prometteva in cambio della libertà un Paradiso che lui ti avrebbe donato, ma che invece era solo il piedistallo del suo potere: l'odio di classe, l’invidia, l'odio razziale, il fondamentalismo religioso. Tutte bugie che hanno tentato e tentano di distruggere la libertà dell'uomo.
Fra quella gente, caro Galli della Loggia, c'erano anche imprenditori che lei disprezza poiché secondo lei sono i «soli attratti dalla destra di Berlusconi» invece delle auspicate da lei «personalità indipendenti». Indipendenti da chi, chi sono le personalità indipendenti? Io mi vanto di essere un imprenditore. Mio padre ha fatto tutta la vita l'emigrante operaio e piccolo imprenditore. Imprenditore vuoi dire pensare continuamente a creare, intraprendere, lavorare per ideare sistemi di lavoro e ricchezza.
Io faccio l'imprenditore da 45 anni, ho cominciato quando ne avevo 20. E non sono mai stato iscritto a nessuna associazione, non ne ho mai sentito la necessità. Ho sempre visto le varie associazioni come entità che alla lunga invece di un servizio ti danno solo costi inutili, parassitismo; che nascono come centri di servizi e si trasformano in centri di potere. Caro della Loggia, ecco la ragione del suo grande errore, della sua cecità.
Il grido di domenica, il nostro grido di libertà è «voi, di mezzo non ci siete», poiché non «servite che a voi stessi». Non ci asservirete mai: siamo uomini liberi. È il nuovo forte grido politico.
*imprenditore, presidente
del Palermo calcio