«Siamo tranquilli, Bruxelles è con noi»

Il viceministro Vegas: «Dalla Ue ok alle nostre scelte. Il nodo? Le spese di certi governatori»

da Roma

«Non capisco bene le motivazioni che hanno spinto Standard & Poor’s a rivedere le prospettive della valutazione sul debito italiano: non tengono conto della legge finanziaria che, in settembre, si muoverà sulle linee indicate dall’Unione Europea». Il viceministro dell’Economia Giuseppe Vegas è colto dalla notizia mentre è in vacanza, e la commenta a caldo col Giornale. «Credo - aggiunge - che quanto è successo in queste settimane sul fronte bancario possa avere avuto una qualche influenza sulla decisione di S&P».
Motivando il peggioramento dell’outlook, l’agenzia parla di «crescenti rischi» per le finanze pubbliche italiane in un contesto di bassa crescita e di allentamento del Patto di stabilità.
«Ma così facendo non tiene conto del fatto che il governo italiano non sta con le mani in mano: è in preparazione la legge finanziara 2006, che recepirà le indicazioni sui conti pubblici che ci ha dato l’Europa. La discussione all’Ecofin è stata condivisa da tutti, e lo stesso Dpef è basato sulle decisioni prese a Bruxelles il mese scorso. Sembra quasi che gli analisti di Standard & Poor’s vogliano mettere le mani avanti».
Dalla lettura dal comunicato, pare che S&P paventi il rischio di una finanziaria elettorale.
«Preoccuparsi per il clima elettorale è comprensibile, tuttavia il governo non ha la minima intenzione di lasciar andare la spesa pubblica. La finanziaria sarà di sviluppo, ma anche di rigore nei conti: con l’Europa abbiamo accordi precisi».
La stupisce quel riferimento all’opposizione di sinistra che non ha presentato, così come la maggioranza, «una strategia puntuale per affrontare gli squilibri di bilancio»?
«L’opposizione non gestisce le elezioni. Ma è logico che ci sia preoccupazione per l’eventuale successo della sinistra che, a quanto mi consta, non ha presentato finora grandi programmi sul fronte della finanza pubblica. Inoltre, alle agenzie di rating certo non sfuggono i proclami di alcuni governatori della sinistra che annunciano la cancellazione dei ticket sanitari: non va bene, sono segnali che vanno nella direzione sbagliata, quella di lasciar correre la spesa pubblica».
Il peggioramento dell’outlook potrà avere ripercussioni sensibili sul differenziale dei tassi d’interesse?
«Può esserci un’oscillazione minima, ma i tassi nell’area dell’euro restano omogenei. Intravedo invece qualche problema aggiuntivo sulla gestione delle vicende bancarie di queste settimane».
Perché? Il comunicato di Stantard & Poor’s afferma che la decisione non è legata in alcun modo alle recenti Opa bancarie né al caso Bankitalia.
«Quel che accade sul fronte bancario influenza le aspettative sul sistema finanziario del nostro Paese. Molti operatori stranieri sono preoccupati, e questo è un fattore da tenere in considerazione nel giudizio complessivo».