SIAMO TUTTI COMMISSARI

Ogni iniziativa di palazzo che ha lo scopo di snellire, razionalizzare, modernizzare le sgangherate strutture pubbliche italiane è accolta da corale scetticismo: essendo noto a tutti il fallimento di innumerevoli analoghe iniziative del passato. E dunque far dell’ironia sulla commissione bipartisan - presieduta da Giuliano Amato - che il sindaco Alemanno ha creato a Roma, è come sparare sulla Croce Rossa. Peggio ancora il sottolineare che con un semplice cambio di vocali l’ex consigliere di Mitterrand Jacques Attali - posto a capo d’una commissione francese da Alemanno presa ad esempio - diventa Attila.
Alemanno è stato mosso dalle migliori intenzioni, e non voglio nemmeno escludere che riesca a concludere qualcosa. Accordiamogli un po’ di fiducia. Ma il concettoso dibattito estivo su Amato e dintorni ha proprio l’aria d’un bla bla bla sterile. Il ritorno insistente e petulante - in molti discorsi, in molte dichiarazioni, in molti commenti - del «ci vuole una commissione» sa di vecchio e di dilatorio lontano un miglio. Monsieur Attali dice che «noi possiamo parlare alle generazioni future, non siamo attaccati alla poltrona». Sarà anche così, per quanto lo riguarda. Ma cosa volete farci, siamo diventati malfidenti, al di qua delle Alpi.
Da molto tempo ho la convinzione che le commissioni parlamentari siano nel migliore dei casi inutili, nel peggiore nocive. Ma c’è chi - succede anche per le province - le apprezza, e ne vorrebbe sempre di nuove. I problemi d’Italia incalzano, ed esigono decisioni prese rapidamente da chi ha il diritto e il dovere di prenderle. Invece la commissione annacqua, rinvia, sopisce. Forse anche per questo piace tanto.
Il Senato ha approvato l’istituzione d’una commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani. Unanimità plaudente. L’Associazione nazionale dei Comuni italiani propone una commissione di studio sulle prebende degli eletti nelle assemblee nazionali e locali. La signora ministro in carica per l’Istruzione Mariastella Gelmini e la sua omologa del governo ombra di centrosinistra Pina Picierno hanno raggiunto l’intesa per una commissione che si dedichi al diritto allo studio. È nata perfino una commissione d’inchiesta per accertare le cause degli incendi nella pineta di Castelfusano.
Il commissionismo infuria, e i contribuenti desidererebbero avere una certezza: che nessun incarico presidenziale o d’altro genere in queste commissioni comporterà indennità, auto blu, diritti pensionistici, regalie. Costo zero. Se devono frullare l’aria, che almeno la frullino gratuitamente.