Siamo tutti un po’ stupidi: e tu che stupido sei?

Il mensile «Focus» ha studiato un test per capire il singolo grado di idiozia. Ecco le domande-chiave per calcolarlo

«Contro la stupidità lottano invano perfino gli dei». Schiller, ne La pulzella d’Orléans, non offre speranze. La stupidità è un male inguaribile perché gli stupidi sono tra noi, anzi siamo noi. Chi più, chi meno. Certo, uno stupido doc non avrà mai il coraggio di confessare la propria essenza davanti agli altri, né dinanzi a se stesso.

Attenzione: è proprio questa - «stupidometro» alla mano - la categoria più pericolosa. Secondo Gianfranco Livraghi, ricercatore e autore de Il potere della stupidità, pensare che solo gli altri siano stupidi è un circolo vizioso; in ognuno di noi c’è un fattore di stupidità che è sempre maggiore di quello che pensiamo, il problema è che difficilmente ci si rende conto di esserlo».

Un capitolo a parte sarebbe da dedicare allo stupido che si sente un genio: una mina vagante destinata a esplodere improvvisamente: in ambito familiare, sul luogo di lavoro, tra amici o semplici conoscenti. Riconoscerli (o riconoscerci) sarebbe il massimo. Il mensile Focus ci ha provato stilando un test scientifico con 13 domande «rivelatrici». Dopo aver risposto è previsto però un unico verdetto: «Stupido!». Anche se - a parziale «consolazione» - si potrà scegliere tra ben «quattro profili psicologici»: «A», corrispondente a Homer Simpson; «B», a Fantozzi; «C» a Forrest Gump; «D» a Mister Bean. Quattro super stupidi, con il pregio almeno di essere simpatici ciascuno a suo modo. Ma lo stupido che si muove nel mondo reale è davvero assimilabile a personaggi della fiction? Sul punto anche gli esperti mostrano di nutrire più di un dubbio. «Storicamente la stupidità è una piaga che affligge l’umanità - afferma lo storico ed economista, Carlo Cipolla -. Non potremo mai sconfiggerla del tutto, ma i suoi effetti possono essere meno gravi se capiamo come funziona». Cipolla ha individuato tre caratteristiche per «prevenire e curare»: La prima: «La stupidità è inconsapevole e recidiva».

Dunque, chi è stupido non lo sa ed è quindi più pericoloso». La seconda: «La stupidità è contagiosa. Le folle sono più stupide delle singole persone che la compongono. Il contagio emotivo diminuisce le capacità critiche». La terza: «Il potere rende più stupidi». Basti pensare a Luigi XVI, che nel giorno della presa della Bastiglia appuntò sul suo diario «Oggi niente di nuovo» o alla decisione di Napoleone di attaccare la Russia in pieno inverno, col risultato che l’armata francese venne decimata dal freddo prima che dalla battaglia. Ma, senza scomodare la storia, basterebbe guardarci semplicemente attorno: nella vita quotidiana gli esempi di stupidità abbondano alla grande. Tanto da rendere sempre attuale la riflessione di Albert Einstein: «Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo all’universo ho ancora dei dubbi».