«Siamo usciti dal tunnel Meglio anche l’export»

da Roma

Viceministro alle Attività produttive Adolfo Urso, la crescita del Pil è il segnale di un’inversione di tendenza?
«Siamo effettivamente usciti dal tunnel e la crescita sta riprendendo in modo graduale ma costante. E la Legge finanziaria darà un contributo notevole».
La ripresa del terzo trimestre è trainata anche per la ripresa delle esportazioni. Anche al Commercio estero avete avuto segnali positivi?
«Sì. In questi giorni l’Istat ha corretto la crescita delle esportazioni del 2004 che era stata stimata prudentemente intorno al 5,6% ma che in realtà è stata di circa sei punti e mezzo. Credo che anche il dato del 2005, stimato intorno ai cinque punti, alla fine si rivelerà più consistente, sul 6%».
Questo significa che in futuro il made in Italy tornerà a trainare la crescita?
«Io penso di sì. Ma l’aspetto positivo degli ultimi dati è che tornano ad affermarsi i prodotti d’eccellenza, quelli che nel medio termine sono i più remunerativi. E che per la prima volta dopo anni sono tornate a crescere le esportazioni verso la Germania e la Francia, cioè verso mercati che erano in crisi da tempo. Dopo tutti questi anni in cui si è sviluppato soprattutto l’export fuori dall’Ue, ora mi aspetto che il mercato europeo torni a crescere».
La crescita dell’export continuerà?
«Io penso che all’inizio del prossimo anno avremo segnali ancora più positivi che si rafforzeranno verso maggio-giugno, quando entrerà in vigore la normativa europea che rende obbligatoria l’etichettatura delle merci».
Lei crede che riusciremo anche ad avere una bilancia commerciale in attivo?
«Per quanto riguarda la bilancia siamo di fronte a un dato strutturale che è la dipendenza dell’Italia dall’energia importata dall’estero. In dieci anni il nostro passivo energetico è triplicato, mentre l’export è aumentato solo del 60 per cento. Questo significa che non torneremo mai a una bilancia commerciale in attivo se non riusciremo a importare meno energia, magari tornando al nucleare».