Siamo al verde grazie ai verdi

A leggerla, la notizia, si rimane senza parole: «Allarme acqua, si rischia il black-out: il ministro Pecoraro Scanio chiede al governo lo stato di crisi, la programmazione di rilasci controllati d'acqua, black-out forzati e maggiore importazione d'energia elettrica». Mi ero figurato che egli fosse, se non il, almeno al governo. Forse è un incubo. Ci manca solo che annunci la solita frase, già troppe volte sentita: «Siamo tutti responsabili!».
La verità è che è egli il solo responsabile. Intendiamoci, nulla di personale: ci riferiamo qui a ciò che egli rappresenta. Rappresenta, il ministro, tutta quella pletora di tromboni, molti dei quali seduti oggi su una cattedra universitaria, magari nella sede universitaria più antica del mondo, che pur di compiacere al padrone di turno - a quel Romano Prodi che in piena campagna elettorale vaneggiava che «la prima fonte d'energia è il risparmio» - fanno le carte false coi chilowattora, allarmano che riscaldamento e siccità è colpa nostra, e predicano che la «vera ricchezza è la povertà».
Ecco qua, signori tromboni: avrete la corrente elettrica staccata e l'acqua razionata. Contenti? Vi sentite più ricchi? Il sole batte impietoso, ma niente paura: col climatizzatore spento starete meglio e non vi sentirete in colpa. E se di caldo morirete, riempite di gioia i vostri cuori: i vostri problemi saranno stati definitivamente risolti. Pecoraro Scanio invoca un aumento di importazione d'energia elettrica. Lei mi meraviglia, signor ministro: ma non vendeva pannelli fotovoltaici? Perché non li promuove ora? Venghino, siori, venghino, acquistate i miei pannelli e starete freschi. Appunto. Oppure, perché non installa qualche turbina eolica? Chissà, se non piove soffierà almeno il vento. Come dice, signor ministro? Anche il vento non soffia? Mannaggia, ma il clima ce l'ha con lei, signor ministro. E allora che si fa? Ah, già, l'ha detto: bisogna importare energia elettrica dalla Francia. E come gliela danno l'energia elettrica? Guardi che non la incartano, sa? Ci vorrebbero gli elettrodotti, ma quali? Ricorda? Quand'era all'opposizione ne bloccava la costruzione per via dell'elettrosmog. E poi abbiamo già un contratto per la fornitura annuale di 60 miliardi di chilowattora elettronucleari con la Francia a 4 centesimi al kWh: in pratica, in un anno, diamo alla Francia quanto basterebbe per costruircelo in casa un reattore nucleare, ed è da 20 anni che andiamo avanti così. Faccia un po’ lei l'aritmetica. Sa, per caso, chi è responsabile di questo pietoso stato? Ah, lo ha già detto: «Siamo tutti responsabili!».
Acqua ed energia: grazie alla seconda, la prima si potrebbe desalinare e usare per l'agricoltura, che da sola si mangia la parte più consistente dei consumi d'acqua. Basterebbero 4 reattori nucleari per avere l'energia per desalinare tutta l'acqua che serve per evitare ogni emergenza. Ma lei, signor ministro perderebbe la sua poltrona, conquistata al grido di no-al-nucleare. E con lei, temo, anche il suo primo ministro e anche il ministro alle Attività produttive. Meglio allora un intero Paese in emergenza, nevvero?