«Siamo il vostro incubo ma domani si parte alla pari»

Tony Damascelli

Alla fine ha dovuto cedere. In verità già aveva concesso qualche pensiero sparso, soprattutto cosparso di quello sbuffare tipico dei francesi che ancor gli girano. Michel Platini parte con una battuta delle sue: «State morendo di paura, no?». Usa una frase un po’ più forte, tipo Cambronne, rende l’idea della vigilia di questa finale che in fondo gli appartiene. Diceva Gianni Brera che Michel è un furbastro che fa l’italiano in Francia e il francese in Italia. «Aveva ragione Brera», almeno lo ammette, sorridendo, cosa che gli riesce bene. Ama la vita e dunque ama parlare di football, conservandone sempre la memoria, riguardando le videocassette delle sue imprese in campo, con il Saint Etienne, la Juventus, la nazionale francese. E adesso, a Berlino, dopo un cocktail con frau Merkel e una partita a golf, parla della finale, parla (...)