Siano prima i Comuni a dare il buon esempio

Il rispetto dell’ambiente e la tutela della salute devono essere obiettivi primari per la politica e soprattutto per chi governa e amministra. Siamo certi che alla base delle proposte del sindaco Moratti vi sia la ferma e condivisibile volontà di ridare a Milano maggior vivibilità. Ma pur partendo da questo presupposto, crediamo che non possano esservi provvedimenti che ricadono solo sui privati, ignorando le molte responsabilità che ha la parte pubblica per la mancata realizzazione di servizi adeguati a rendere meno invasivo sia l’uso del mezzo privato che l’inquinamento dovuto a mezzi pubblici obsoleti. Barcellona gode di grandi arterie stradali anche nel cuore della città fin dal dopoguerra. Bruxelles da decenni si è dotata di sottopassi a scorrimento veloce mentre l’avveniristica Shanghai gode di strade cittadine ad otto corsie. A Milano l’unico intervento è stato restringere i viali della circonvallazione interna, aumentando a dismisura ed inutilmente i marciapiedi, portando ancora maggiori difficoltà ai mezzi di trasporto. Non è colpa dei pendolari se i servizi ferroviari sono rimasti quelli degli anni '60. Non parliamo della BreBeMi e delle altre opere viarie. Intorno a Milano sono sorte intere nuove cittadine. Tassa antinquinamento per tutti, o tassa per alcuni? Stabilire i criteri richiederà tempo e capacità di non fare discriminazioni ed ingiustizie, ma prioritario sarà mettere tutte le amministrazioni in regola con le norme antinquinamento e con gli impegni presi verso la collettività. Si potranno chiedere ai cittadini sacrifici in più, quando finalmente essi vedranno realizzati quegli interventi da tempo promessi e la cui mancanza avvelena loro la vita con costi enormi, sia per l’economia che per la vita dei singoli. Cominciamo a fare quanto ci compete come parte pubblica poi, certamente, anche i cittadini faranno la loro parte.
*coordinatrice regionale di An