Sicilia, altre due morti sospette in ospedale

Mariateresa Conti

da Palermo

Ancora due morti sospette negli ospedali siciliani, senza pace da quindici giorni a questa parte per una sequela impressionante di decessi dovuti, almeno in parte, ad altrettanti casi di malasanità: ieri una donna di 30 anni, morta di parto a Trapani, in seguito ad un cesareo, e un’altra di 48 anni morta a Gela, subito dopo essere stata sottoposta alla preanestesia per un intervento chirurgico per sospetto tumore allo stomaco. Un’autentica ecatombe, anche se ogni singolo caso ha una storia a sé. Almeno per le ultime due vicende, comunque, bisognerà attendere l’esito delle indagini e delle autopsie per avere risposte certe su eventuali errori o negligenze nell’assistenza. A Gela sono stati gli stessi medici dell’ospedale Vittorio Emanuele a chiedere l’esame necroscopico per chiarire le cause della morte di Maria Grazia Ingegnoso, 48 anni. La donna, arrivata lunedì in preda a forti dolori all’addome, doveva essere sottoposta martedì a un intervento esplorativo. Il sospetto era, sulla base delle prime analisi, che ci fosse un tumore. Di qui la decisione dei medici di procedere all’operazione. Ma l’intervento non è stato mai effettuato. Subito dopo la somministrazione della preanestesia, infatti, la signora ha avuto dei problemi respiratori. I medici sono intervenuti subito, hanno sospeso tutto. Ma proprio quando sembrava che il pericolo fosse stato scongiurato la paziente ha avuto un arresto cardiaco. La paziente, che lascia il marito e due figli di 21 e 18 anni, è spirata. Sono stati gli stessi sanitari a chiedere l’autopsia per capire le cause del decesso.
E veniamo a Trapani. A morire a soli 30 anni, nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Sant’Antonio Abate è stata Antonina Spezia, sembra a causa di un’emorragia avvenuta subito dopo il parto cesareo portato a termine felicemente, visto che è nata una bimba perfettamente sana. Cosa sia accaduto, esattamente, non si sa. La magistratura ha già sequestrato la cartella clinica, ieri hanno presentato denuncia pure i familiari. La coppia aveva già un bimbo di 3 anni.
Una vera «strage» quella che hanno fatto registrare gli ospedali siciliani negli ultimi quindici giorni. Tre bambini - un neonato di nove mesi, a Palermo e due ragazzini di 12 anni a Messina e Barcellona Pozzo di Gotto - morti in seguito ad operazioni banali, la correzione del labbro leporino il piccolo palermitano, appendiciti i messinesi Davide e Miriam. Per questi ultimi due casi l’assessore regionale alla Sanità, Giovanni Pistorio, ha già disposto i primi provvedimenti contro i medici: due sono stati sospesi a Barcellona Pozzo di Gotto (dove è morta Miriam, a quanto sembra per la recisione di due grosse vene durante l’intervento in laparoscopia), mentre è stata disposta la rescissione del contratto per un altro medico, del Policlinico di Messina, dove è spirato Davide, sembra per la perforazione di un polmone. Sul caso della morte del piccolo Davide l’assessorato ha disposto un supplemento di indagine. Due giorni fa altri due casi sospetti: un uomo di 55 anni morto a Palermo poche ore dopo che gli era stata tolta l’ingessatura per una frattura alla tibia; e una donna messinese di 68 anni, deceduta al Policlinico dopo un esame clinico. Sulle morti sospette negli ospedali siciliani è intervenuto anche il ministro della Salute Francesco Storace. Di ieri la notizia dell’invio da Roma di tre dirigenti medici del ministero che «saranno presenti in Sicilia - ha fatto sapere il sottosegretario Domenico Di Virgilio - per collaborare attivamente con le autorità sanitarie locali ed avere celermente informazioni precise e circostanziate su quanto accaduto» e che «dovranno riferire con grande sollecitudine al ministro per gli opportuni provvedimenti».