«La Sicilia chiama, ma la Fiat non risponde»

nostro inviato a Sondrio

Bankitalia striglia le Popolari. Davanti ai protagonisti del credito cooperativo accorsi a Sondrio per il centenario della consorella Credito Valtellinese, il vicedirettore generale di Via Nazionale, Giovanni Carosio, sottolinea i dubbi della Vigilanza rispetto a un sistema di regole in parte inadeguato perché creato per istituti locali poi divenuti grandi e quotati in Borsa. Si sofferma sul voto capitario che «tende a contenere le potenzialità di crescita», aggiunge come per le realtà di maggiori dimensioni si manifesti «l’esigenza di ridurre l’autoreferenzialità» e di sviluppare una «governance più aperta» anche per limitare la «componente personalistica». Una critica al cuore del sistema cooperativistico che sembra aumentare di intensità visto il clima di attesa per l’esito, atteso domani, dell’ispezione di Bankitalia su Bipiemme.
Pronta la replica di Carlo Fratta Pasini. Il banchiere che oltre a sedere alla presidenza del consiglio di sorveglianza del Banco Popolare guida l’associazione di settore, ha proposto come soluzione un’autodisciplina basata sull’autonomia statutaria, anche perché introdurre vincoli stringenti per normativa mal si sposerebbe con il mondo delle Popolari, dove convivono realtà medio piccole e altre nazionali come il Banco e Ubi Banca che è presieduta da Corrado Faissola (Abi). Quest’ultimo, anch’egli ospite del Creval come Gianni Zonin di Popolare Vicenza, ha rimarcato che in Italia sono state le piccole banche ad aver meno sofferto la crisi subprime grazie al «vaccino» assicurato dal radicamento sul territorio. La stessa ricetta impiegata dal presidente Giovanni De Censi e dal direttore generale Miro Fiordi per sviluppare il Creval, oggi dotato di 430 sportelli in sei regioni.