Sicilia e Calabria Nuove frane, evacuate migliaia di persone

A Lipari la montagna che viene giù come un gelato che si scioglie. Nel Messinese San Fratello è ridotto a un paese fantasma in attesa che la frana decida se cancellarlo dalle mappe, mentre altri paesi intorno vengono evacuati. E in Calabria centinaia di smottamenti. Un quadro devastante, aggravato dal fatto che sulle due regioni dell’estremo Sud d’Italia continua a piovere.
Cosentino, Vibonese e Catanzarese sono le zone della Calabria più colpite dall’ondata di maltempo, che ha lasciato sul terreno danni ingenti. Hanno dovuto lasciare le loro case, per la minaccia di smottamenti alcune famiglie a Mendicino (Cosenza) e a Gimigliano (Catanzaro), mentre proprio alle porte del capoluogo di regione, a Germaneto, i tecnici del Comune e della Protezione civile stanno valutando la necessità di procedere allo sgombero di altre 30 famiglie da alcune abitazioni minacciate da un nuovo fronte franoso che ha già reso impraticabile una strada.
Ad Acri e Castiglione Cosentino, in provincia di Cosenza, i vigili del fuoco hanno raggiunto alcune abitazioni isolate a causa di smottamenti che hanno ostruito le strade, mentre a Bisignano è in pericolo il Santuario dedicato a Sant’Umile la cui chiesa è stata dichiarata inagibile. Il bollettino delle frane è aggiornato ormai di ora in ora. Nella sola provincia di Cosenza se ne contano ormai 180 con l’interessamento di 27 arterie tra provinciali ed ex statali completamente «off-limits».
Non va meglio in Sicilia. Sull’isola di Lipari la montagna è franata isolando alcune abitazioni nella frazione di Quattropani. Ma il peggio è nel Messinese, dove è in corso una fuga di massa dai paesi minacciati. «San Fratello sta sparendo, scivola a valle», dice Bettina, 60 anni, una delle persone che carica le masserizie di casa sua su un furgone e con le lacrime che le solcano il viso guarda la frana che la sta costringendo a lasciare il suo paese, arroccato sui Nebrodi, assieme ad altre 1.500 persone. L’onda lunga della frana si è abbattuta come uno tsunami anche sui paesi vicini: Sant’Angelo di Brolo, Raccuja e Tusa. Anche qui l’unica soluzione è sgomberare.