In Sicilia già ripresi gli sbarchi: 800 immigrati in due giorni

Lampedusa presa d’assalto. L’allarme: Malta non collabora, altri sbarchi previsti. Calderoli: vogliono abolire la Bossi-Fini? Ecco il risultato

Gaetano Ravanà

da Lampedusa

Una vera e propria emergenza che purtroppo è destinata a diventare sempre più drammatica nelle prossime settimane. In meno di 48 ore a Lampedusa, sono arrivate quasi ottocento extracomunitari, la maggior parte a bordo di piccoli natanti con al massimo 40 persone. Un nuovo modo, escogitato dagli scafisti, per riuscire con più facilità a raggiungere le coste italiane. Lampedusa continua ad essere la meta più gettonata per i viaggi della speranza.
Il centro di permanenza temporanea rischia il collasso e proprio per questo motivo la Prefettura di Agrigento ieri ha dato l’ok per trasportare tramite la motonave di linea, che collega le Pelagie con Porto Empedocle, 43 clandestini ad Agrigento per poi trasferirli, successivamente, al Centro di accoglienza di Caltanissetta. Inoltre, tramite alcuni voli aerei, duecento clandestini sono stati trasferiti in altri Cpt della penisola. A fronte di 190 posti letto, al centro di permanenza lampedusano, si trovano ancora 500 persone e, considerate le ottime condizioni meteomarine, sicuramente nelle prossime ore arriveranno altri disperati. L'ultimo sbarco, molto numeroso, si è registrato nel pomeriggio di ieri con 169 persone soccorse a 45 miglia a sud dall'isola. Tra di loro anche un bambino e due donne, una delle quali in avanzato stato di gravidanza. La struttura di permanenza è troppo piccola e da da alcuni giorni sono iniziati i lavori per ricavare altri 20-30 posti. Un numero esiguo ma entro 10 mesi sarà sicuramente funzionale il nuovo centro di accoglienza ricavato all’interno della vecchia caserma militare di contrada Imbriacola.
Gli ultimi arrivi non fanno altro che preoccupare gli amministratori locali e gli operatori del turismo. La situazione si è fatta difficile, negli ultimi venti giorni, sono arrivati oltre duemila clandestini, una emergenza che non si riesce più a fronteggiare. C’è il serio rischio che dalle coste libiche, dopo il successo elettorale di Romano Prodi, non avvengono più effettuati i controlli lungo le coste e, inoltre, gli inquirenti cominciano a sospettare che diverse carrette partano dall’isola di Malta. Nei giorni scorsi, le autorità maltesi non hanno collaborato con le autorità italiane per intercettare gli immigrati segnalati nello specchio d’acqua di loro competenza. Solamente per un caso le motovedette maltesi sono intervenute, ma si è trattato del recupero di una barca con 30 persone, che era rimasta ferma per una avaria al motore. Altro dato significativo che desta molte perplessità è la posizione in cui sono state segnalate le carrette, a 100 miglia di Lampedusa, in piene acque maltesi. Una posizione anomala, che indica la possibilità che il luogo di partenza degli immigrati possa essere proprio l’isola dei Cavalieri. Ad avvalorare l’ipotesi, la notizia, che le autorità italiane non hanno smentito, che i gommoni per raggiungere Lampedusa fossero vecchi gommoni di proprietà della Marina militare inglese (a Malta ne sono operativi centinaia). E intanto, sull’emergenza clandestini, è intervenuto il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero. «Il lavoro delle aurorità locali - ha detto - è ottimo, ma il governo deve modificare le politiche sull’immigrazione. Certo, la soluzione non si improvvisa». L’ex ministro Calderoli da parte sua ha riferito: «L’ipotesi di abolizione della legge Bossi-Fini ha avuto come effetto i numerosi arrivi di immigrati», mentre Isabella Bertolini (Fi), ha attaccato la maggioranza: «Irresponsabili: vogliono il ritorno delle frontiere aperte, delle sanatorie e del disordine pubblico».