In Sicilia l’Italia può toccare la Luna

Subito un derby azzurro fra Luna Rossa e i bresciani di «+39»

«Quando navigo mi concentro sulla regata ma spero di avere tempo per godermi le bellezze di questa zona. Si sente che questa è la culla del Mediterraneo». Francesco de Angelis ha preparato bene la sua Luna Rossa per il prossimo Act di Trapani che inizia oggi con il segnale preparatorio che il catamarano della giuria isserà a mezzogiorno e mezzo… tempo e mare permettendo. Nelle regate è così: si fa un programma e poi il meteo te lo cambia.
Trapani dovrebbe essere un campo regolare, di quelli che hanno sempre il vento giusto. Francesco aggiunge: «Questo è un campo di gara molto tecnico e non facile; saranno due settimane stimolanti, con belle battaglie. Per il pozzetto sarà difficile fare le scelte giuste». Poi aggiunge: «Abbiamo ricevuto un’accoglienza splendida, qui la gente è entusiasta e vogliamo regalare emozioni per ripagarla. In Italia la vela è uno sport nuovo, calcio e motori hanno un bacino di utenza irraggiungibile, ma la cosa più importante è diffondere la pratica di questo sport».
Primo incontro di oggi per Luna Rossa il debole China Team, poi nel pomeriggio inoltrato il derby con +39, che in Sicilia è la barca di casa. La parola Sicilia è scritta sulla vela e Palermo è la sede a mare del sindacato nato a Gargnano sul Lago di Garda. Lo scontro tra James Spithill, timoniere di Luna Rossa e Iain Percy alla ruota di +39 sarà prevedibilmente sanguinoso, soprattutto se il vento soffierà deciso. Da non perdere la partenza. La barca dei gardesani (si fa per dire, a bordo si parla un patois anglo bresciano) è quasi una copia di Nzl 60, la barca che vinse Luna Rossa nel 2000, rifatta dagli svizzeri in fretta e furia a partire dal relitto di Be Happy. Prima di Trapani sono arrivate alcune vele nuove e alette per il bulbo. Il suo vero problema è un albero vecchiotto. L’originale naviga adesso come K-Challenge. Sono barche voluminose che si esprimono bene e diventano pericolose con vento teso, la grande superficie bagnata (la parte di scafo che tocca l’acqua) le frena con la bonaccia.
Insomma la coppia Percy-Walker potrebbe fare un tiro mancino a Spithill-de Angelis, come gli è riuscito a Malmo con Emirates Team New Zealand. «Andiamo meglio con vento forte - dice Percy - La prima volta che ho timonato un Coppa America è stato proprio in Sicilia e pioveva. Gli italiani a bordo sentono una pressione maggiore, per me sono match race come le altre». Su +39 navigano cinque siciliani. Sono Gabriele Bruni (fratello di Checco che è su Luna Rossa), Alessandro Santangelo, Francesco Scalici, Giuseppe Leonardi, Michele Bella.
Per Mascalzone Latino gli incontri di apertura sono relativamente maneggevoli, con K-Challenge e United Internet. Le prestazioni dei triestino/danesi/napoletani devono migliorare, e lo sanno anche loro. «Sopravviveremo alla pressione e dovremo abituarci perché quella di oggi non è niente rispetto a quella che sopporteremo nel 2007 - dice lo skipper Vasco Vascotto -. Navigare in Italia non deve metterci in crisi ma essere un piacere».
Per vedere i primi incontri diretti tra i top four che daranno forma alla classifica, ovvero Alinghi che sarà timonato dall’americano Ed Baird, Bmw Oracle con «occhi di ghiaccio» Chris Dickson, Team New Zealand con Dean Barker e Luna Rossa toccherà aspettare sabato. Sempre che la scala di valori fin qui consolidata sia ancora vera. Alinghi resta un gradino sopra gli altri e sembra avviato a vincere il mondiale. Ed Baird, il suo timoniere per queste regate, è un americano di fisico forte e piuttosto ironico. «Sono felice che mi abbiano offerto un’altra opportunità - racconta -. L’ultima volta che ho timonato un Coppa America si è spezzato in due. Mi basta non ripetere l’esperienza per essere contento». Il giorno in cui ha rischiato di affondare era nella primavera australe del ’99, la sua Young America si spezzò all’inizio della Louis Vuitton Cup, restando a galla per miracolo grazie alle pompe di sentina, tra cui quella di Luna Rossa.