Sicilia, tra Lombardo e la sinistra sono scintille. Il Pd minaccia di lasciare

Traballa il governo del ribaltone varato dal governatore Mpa al quarto rimpasto. Il segretario regionale dei democratici Lupo: «Pronti a mollarlo se non rispetta alcuni impegni»

Un po' è la fronda interna al Pd, che sin dall'inizio dell'alleanza col governatore di Sicilia indagato per collusioni mafiose tuona contro i vertici regionali del partito. Un po' è il comportamento dello stesso Raffaele Lombardo, che gioca a smarcarsi dagli alleati della sinistra dando il via libera a propri uomini per caselle importanti, quale quella del futuro sindaco di Palermo. E un po' forse è anche che è difficile amalgamare un presidente di Regione nato di centrodestra con forze che sono di colore opposto. Fatto sta comunque che tra la sinistra e il governatore Lombardo sono già scintille. Scintille che si traducono nella minaccia, neanche tanto velata, di lasciare il governo, portando l'isola di fatto, visto che Lombardo senza Pd non ha una maggioranza, alle elezioni anticipate.
A dissotterrare l'ascia di guerra accantonata per entrare qualche mese fa, al rimpasto numero quattro, dentro il governo ex di centrodestra guidato da Lombardo è il segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo. Che sentito da Repubblica detta le condizioni per la permanenza dei democratici in giunta: «Se Raffaele Lombardo vuole ancora il nostro indispensabile sostegno all'Ars - detta legge il segretario - deve sbloccare il credito d'imposta per l'occupazione, deve avviare il tempo pieno nelle 600 scuole siciliane che toccano con mano il degrado sociale. E, ancora, deve applicare la legge sulla ristrutturazione delle case nei centri storici con i mutui a tassi agevolati e deve attivare per i meno abbienti l'esenzione del ticket per le visite diagnostiche». Una vera e propria agenda programmatica. Se il governatore non rispetterà gli impegni il Pd si dice pronto a lasciare.
Il tutto mentre, sul capo del governatore, pende una mozione di sfiducia promossa da Pdl e Pid, ormai all'opposizione. Il centrodestra, compatto, chiede le dimissioni del governatore e il ritorno alle urne, per restituire voce ai cittadini che nel 2008 avevano votato centrodestra e che adesso si ritrovano con un governo di centrosinistra. Le fibrillazioni sono altissime. E passate le festività natalizie sono pronte a esplodere. Il Pd farà il punto della situazione a gennaio. Solo allora deciderà se andare avanti o se far naufragare il Lombardo quater.