Sicilia, la moglie di Lombardo a giudizio per la villetta abusiva sul mare

La Procura di Modica (Ragusa) ha disposto la citazione davanti al giudice monocratico della consorte del governatore per un immobile in costruzione a poche decine di metri dalla spiaggia

«Sono vittima di un sopruso, ma lì, tra diecimila case, l'unica in regola è proprio la mia», aveva proclamato a ottobre, quando il caso era stato tirato fuori dal quindicinale d'inchiesta Sud. Ma per i giudici il sopruso potrebbe in realtà averlo fatto proprio lui, Raffaele Lombardo, o meglio per essere precisi la sua signora, Saveria Grosso, proprietaria (un po' di tempo fa lui glielo ha regalato) del terreno a due passi dalla spiaggia di Ispica (Ragusa) dove, sempre per l'accusa, c'è in costruzione una bella villetta abusiva. Ed è proprio per accertare se abuso c'è stato o meno che il Pm della Procura di Modica (Ragusa) adesso ha disposto la citazione diretta a giudizio della moglie del governatore, così come prevede il codice per questo genere di reati.
Un'altra grana per il governatore del ribaltone eletto dal Pdl ma alla guida di un governo con Pd e Fli, già alle prese, questa volta in prima persona, con l'inchiesta per mafia che sta dilaniando la Procura di Catania, divisa sull'opportunità o meno di archiviare il caso. Il cantiere dell'immobile in costruzione sulla spiaggia di Ispica era stato sequestrato a ottobre del 2010. Laddove un tempo, c'era un rudere nel giro di poco tempo (l'autorizzazione a costruire risaliva a giugno 2010) era infatti comparso lo scheletro di una futura villetta. I quattro acri di terreno donati dal governatore alla moglie, tra l'altro, ricadevano in piena riserva naturale. E nonostante ci fossero diverse autorizzazioni al recupero del vecchio rudere che ricadeva sin dalle origini in quell'area, secondo i magistrati, c'era qualcosa che non quadrava. A ottobre i legali di Lombardo si erano opposti al sequestro, con un ricorso al Tribunale del Riesame. Invano. E ora il nuovo capitolo giudiziario con la citazione della moglie del governatore davanti al giudice monocratico.