Sicurezza, alcol vietato dopo le 2 di notte

Questo è stato l’ultimo sabato sera da «sballo». Dal prossimo fine settimana tutti i locali «di spettacolo e intrattenimento non potranno più servire alcol dopo le due di notte».
Il decreto è stato approvato dalla Camera giovedì scorso e verrà ratificato definitivamente martedì in Senato.
Questo quindi è stato l’ultimo weekend di bevute non stop. Dal prossimo fine settimana infatti si cambia: «Tutti i titolari e i gestori di locali dove si svolgono con qualsiasi modalità e in qualsiasi orario, spettacoli e altre forme di intrattenimento, devono interrompere la somministrazione di bevande alcoliche dopo le due di notte». E per chi sgarra, chiusura del locale da sette a trenta giorni. Il decreto prevede anche che all’uscita del locale sia possibile effettuare, in maniera volontaria da parte dei clienti, un apposito alcotest e all’ingresso dei locali i gestori dovranno esporre apposite tabelle che spieghino i pericoli dell’alcol. C’è un punto che però sembra controverso. Il decreto fa riferimento ai locali dove si svolgono spettacoli di intrattenimento e quindi non vi entrerebbero i bar per esempio, dove molti giovani si dirigono prima di andare in discoteca. I locali da ballo intanto sono già sul piede di guerra e attaccano: «O tutti o nessuno, in questo modo gli unici a perderci economicamente siamo noi».
Questo provvedimento antialcol fa parte di un ben più ampio pacchetto sulla sicurezza, in cui si prevede la riduzione da un anno del tempo durante cui un neopatentato non può condurre auto di grossa cilindrata. Ma non solo: pene più severe anzitutto per chi guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di droga.
Mentre prima c’era una sanzione uguale per un tasso alcolico compreso tra 0,5 e 1,5 grammi per litro, il decreto introduce un tasso intermedio di 0,8. Le modifiche prevedono anche pene alternative: svolgimento di servizi sociali in istituti dove sono ricoverate vittime di incidenti stradali. E poi telefoni cellulari: multe salate per chi guida e parla nello stesso momento. La sanzione è tra i 148 e 594 euro e prevede, in caso di ulteriore violazione nel corso di un biennio, la sospensione della patente da 1 a tre mesi.