Sicurezza, allarme rosso del Pdl: "Pisapia ha abbassato la guardia"

Meno controlli, militari rispediti a casa e reati che stanno aumentando. La replica dell’assessore Granelli: "È una strumentalizzazione indegna". I dati della Questura: nel 2011 delitti in città cresciuti quasi del 6%

Non si era ancora spenta la rabbia (e la polemica) sulla morte di Nicolò Savarino, il vigile di quartiere travolto e ucciso da un nomade in fuga con un suv. I sindacati dei vigili avevano appena chiesto al Comune mercoledì sera più impegno per la sicurezza, anche degli operatori, quando in piazza della Repubblica la manager Alessandra Gabaldini è caduta dalla bici dopo un tentativo i scippo e ora lotta all’ospedale Policlinico tra la vita e la morte. É in coma farmacologico. «Un fatto grave - ha affermato ieri il presidente della Provincia Guido Podestà -, la sicurezza deve restare ai primi livelli di attenzione». Rapine e furti sottolinea Podestà «sono aumentati, si dice per la crisi, e le forze dell’ordine stanno cercando di contrastare con forza questi fenomeni che negli anni scorsi erano diminuiti». Per il presidente della Provincia «non si devono generalizzare le situazioni, ma bisogna tenere alto il livello di guardia». É categorico il consigliere Pdl Riccardo De Corato, ex vicesindaco e anche assessore alla Sicurezza. Quanto è accaduto in piazza della Repubblica «è l’ennesima dimostrazione che Milano vive una nuova emergenza sicurezza». Lo aveva già denunciato due settimane fa, a poche ore dall’omicidio di Savarino. Per De Corato «i dati della Questura e dell’Arma dei Carabinieri di fine 2011, che vedono un aumento dei reati del 5,8% e delle rapine in strada del 13,03, ci dicono che dopo quest’ultima rapina in strada Milano deve attrezzarsi ad affrontare la nuova emergenza». Con le amministrazioni di centrodestra «i reati di strada erano diminuiti nel triennio dal 2007 al 2010». L’ex vicesindaco, che rivolge alla vittima un augurio di pronta guarigione e si stringe alla famiglia della manager, punta il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Giuliano Pisapia, «ha disattivato tutti i più importanti presidi di sicurezza senza dare alla città validi strumenti di contrasto alla criminalità predatoria - attacca -. E non possono essere, come si è visto, i 500 nuovi vigili di quartiere promessi dallo scorso novembre e slittati a giugno. A Milano bisogna ricostituire una valida e operativa rete di sicurezza che Pisapia ha disattivato in 6 mesi, o altre rapine e scippi metteranno a rischio la vita dei milanesi».
L’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli, esprime la vicinanza del Comune «ad Alessandra, vittima di un’aggressione gravissima e inaccettabile. È indegna però la strumentalizzazione messa in atto in queste ore da esponenti del centrodestra - afferma -, gli stessi peraltro che con il loro voto in Parlamento hanno avallato i pesanti tagli ai fondi per la sicurezza decisi dal Governo precedente, indebolendo così le Forze dell’Ordine». L’impegno dell’amministrazione «al contrario è chiaro: rafforzare l’azione della Polizia locale. Per questo abbiamo già deciso un incremento di uomini e mezzi, a partire dalle telecamere, per garantire più sicurezza ai milanesi». E i filmati di quelle piazzate dal Comune in piazza della Repubblica sono state subito consegnate agli inquirenti por le indagini. Anche Sel, che dai primi giorni in Comune aveva chiesto di non rinnovare l’uso dei militari in città nelle zone più a rischio, fa quadrato intorno al sindaco e sostiene che «non è più possibile continuare a strumentalizzare fatti di criminalità per fare un attacco alla giunta Pisapia. Gli episodi criminosi ci sono sempre stati e c’erano anche con la precedente amministrazione».