Sicurezza, via alle ronde con ex militari Il Vaticano: abdicazione stato di diritto

Il cdm dà il via libera al decreto per contrastare gli episodi di violenza sessuale. Berlusconi: &quot;Gli stupri nel 2008 sono diminuiti del 10%, il dl giustificato dal clamore degli ultimi episodi&quot;. Il Quirinale precisa: &quot;Il contenuto del decreto è di responsabilità del governo&quot;. Modificata e approvata anche la norma sulle ronde: dovranno essere autorizzate dai prefetti. Maroni: &quot;Clandestini nei Cie fino a sei mesi&quot;. <strong><a href="/sondaggio_1a.pic1?PID=90">Sondaggio: sei favorevole alle ronde? VOTA
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Roma - Il consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legge contente misure urgenti in materia di sicurezza e contrasto alla violenza sessuale. Il provvedimento contiene una serie di misure per migliorare il dispositivo di prevenzione e di contrasto dopo la serie di violenze sessuali verificatasi nelle ultime settimane tra cui una norma che consente ai sindaci di avvalersi di associazioni di cittadini non armati, in coordinamento con i prefetti. "Dal presidente della Repubblica non c’è stato alcun veto sul decreto legge". Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni nella conferenza stampa a palazzo Chigi sottolineando che il testo "è stato concordato con il Colle senza nessuna difficoltà, obiezione o forzatura di alcun tipo".

La protesta del Vaticano L’istituzione delle ronde di volontari a tutela della sicurezza nelle città "rappresenta - per il segretario del pontificio consiglio dei Migranti, monsignor Agostino Marchetto - una abdicazione dello Stato di diritto". Quella dei volontari civili "non è la strada da percorrere", ha detto il rappresentante vaticano.

Napolitano: "Contenuto dl è responsabilità governo" I contenuti del decreto legge varato oggi sono di esclusiva responsabilità del Governo. Lo puntualizza in una nota il Quirinale. "È opportuno puntualizzare il carattere della consultazione informale intervenuta, secondo una prassi consolidata, tra il Governo e la Presidenza della Repubblica in ordine allo schema di decreto-legge in materia di sicurezza pubblica, poi approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione odierna", si legge nella nota diffusa dal Colle. "Resta naturalmente l’autonoma ed esclusiva responsabilità del Governo - conclude il Quirinale - per le scelte di indirizzo e di contenuto del provvedimento d’urgenza da sottoporre per l’emanazione al Presidente della Repubblica".

Come saranno le ronde Sì alle ronde, dunque, ma più che i cittadini ne faranno parte "ex agenti di polizia, dei carabinieri e delle forze armate". Inoltre "ci sarà un coinvolgimento rafforzato del comitato provinciale sulla sicurezza". È quanto è stato deciso all’unanimità dal consiglio dei ministri che ha dato il via libera sul dl sicurezza. "Sono modifiche - ha spiegato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa - proposte da An e approvate da tutti". Maroni chiarisce la composizione delle squadre: "I volontari che parteciperanno alle ronde non saranno muniti di armi, ma avranno solo cellulari e ricetrasmittenti per fare segnalazioni alle forze dell’ordine". Quanto all’utilizzo delle ronde il titolare del Viminale ribadisce che "saranno i sindaci a decidere il come, il dove e il quando utilizzare questi volontari. Io mi fido dei sindaci - aggiunge ancora - perché so che a loro sta a cuore la tutela del territorio".

Berlusconi: "Stupri diminuiti" Il decreto antistupri si è reso necessario in seguito al "clamore" suscitato dai recenti casi di violenza sessuale. Così il premier Silvio Berlusconi ha motivato la decisione del Consiglio dei ministri di utilizzare lo strumento della decretazione d’urgenza per varare norme contro gli stupri. "Il governo - ha detto in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del cdm - può usare la decretazione d’urgenza a seguito del clamore suscitato dai recenti episodi che tutti conoscete. Anche se - prosegue il premier - rispetto al 2006-'07 i casi di stupro sono diminuiti del 10% anche grazie al pattugliamento più diffuso e all’utilizzo dei militari".

Maroni: "Clandestini nei Cie fino a sei mesi" Gli immigrati potranno rimanere nei Cie fino a 6 mesi. Lo stabilisce il decreto legge approvato oggi dal cdm. Lo rende noto il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Il limite attuale è di due mesi. "I clandestini che arrivano in Italia saranno rimpatriati, a meno che non chiedano asilo o non siano minori". Poi Maroni parla delle ronde. "Il governo ha dato via libera ai volontari per la sicurezza". Gli elenchi dei volontari verranno tenuti dalle prefetture. Il modello è quello dei volontari per i vigili del fuoco. Sarà data priorità alle forze dell’ordine in pensione. "Devono essere persone - dice il ministro dell’Interno - che sanno quello che fanno". Nel decreto è previsto un "piano straordinario di controllo del territorio" per il quale è prevista "l’assegnazione immediata al ministero dell’Interno delle risorse oggetto di confisca versate all’entrata in bilancio dello Stato fino a 100 milioni di euro". Poi è previsto anche un aumento dei militari: "il governo assumerà 2.500 unità fra le forze dell’ordine".

Niente domiciliari agli stupratori Agli stupratori non saranno più concessi gli arresti domicliari. È quanto prevede le "modifiche al codice di procedura penale: si estende l’obbligatorietà della custodia cautelare in carcere - si legge nel decreto - per i delitti di prostituzione minorile, pornografia minorile, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, violenza sessuale, esclusi i casi di minore gravità, atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo. Si prevede l’arresto obbligatorio in flagranza per violenza sessuale, tranne i casi di minore gravità, e per violenza sessuale di gruppo con conseguente possibilità di procedere con rito direttissimo e celebrare il processo anche nell’arco di 48 ore".

Alfano: "Ergastolo per chi uccide dopo lo stupro" Ergastolo per chi commette un omicidio inerente a una violenza sessuale. "L’ergastolo diventa la sanzione per chi ha commesso omicidi inerenti al delitto di violenza sessuale" ha annunciato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha parlato di un "decreto dalla parte delle donne. Questo governo - ha sottolineato il Guardasigilli - con questo decreto sposta l’ambito dell’ordinamento giuridico per quel che riguarda la violenza sessuale dalla parte delle donne".

Contro lo stalking Il decreto è "motivo di soddisfazione, perché da una risposta immediata e non tardiva ai fenomeni della violenza sessuale. Non agiamo su l’onda dell’emotività, ma emaniamo norme già approvate da un ramo parlamento". Lo ha detto il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna in conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Sullo stalking - ha rilevato Carfagna - sono previste sanzioni per gli episodi di molestie e minacce reiterate prima che possano degenerare in condotte più gravi: le pene vanno da sei mesi a 4 anni, con aggravanti se il reato è commesso da un ex partner o marito o ai danni di soggetti particolarmente deboli". Previsto, ha aggiunto, "che la vittima si possa rivolgere al questore che può ammonire il colpevole, nonché il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa".