Sicurezza, anche per Serra è allarme

«In una città accogliente come la nostra sta crescendo sempre di più l’insofferenza verso gli immigrati e tra breve si finirà per fare di tutta l’erba un fascio. Ho paura che se la situazione dovesse rimanere inalterata, col tempo assisteremo alla creazione di vere e proprie ronde, gruppi di cittadini armati di bastoni con la seria intenzione di farsi giustizia da soli». È questo l’allarme lanciato ieri pomeriggio dal prefetto Achille Serra nel corso di una lezione tenuta davanti ai praticanti della Scuola superiore di giornalismo della Luiss. «La mia preoccupazione sale - ha detto Serra - ora che sono state aperte le frontiere di Romania e Bulgaria. Così il tasso di criminalità salirà ancora perché questa gente arriva a Roma senza nemmeno un soldo in tasca e va a rubare. Già oggi su 1.000 detenuti a Regina Coeli 600 sono stranieri di cui 400 clandestini. L’insicurezza della gente non fa che crescere».
In particolare Serra si è voluto soffermare a lungo sui comportamenti da lui definiti «antisociali» tenuti dagli zingari e sul modello di vita che essi conducono: «I campi in cui i rom alloggiano - ha spiegato il Prefetto - sono depositi di autovetture rubate dove si consumano forme di riciclaggio di ogni genere. Quando una mattina mi è capitato di andare a visitarli ho trovato ragazzini che giocavano a calcio anziché essere a scuola. E quando chiedevo spiegazioni di questo atteggiamento all’unica donna che mi era venuta incontro, questa si giustificava dicendo che tutti avevano il morbillo o altre malattie». Giusto ieri, per 37 genitori di bimbi nomadi che risiedono nel campo di Tor de’ Cenci è scattata una denuncia per inosservanza all’obbligo dell’istruzione elementare di minori, in seguito al lavoro degli agenti del commissariato Spinaceto. «Il punto - ha affermato Serra - è che non c’è nessuno che si preoccupi di controllarli: a quell’ora le madri sono impegnate in metropolitana con le borse delle signore. E non è tutto: queste persone rischiano di tagliare l’Italia in due. Tra breve, a causa dei furti di rame sui binari, un treno diretto a Napoli per entrare a Roma dovrà fare il giro lungo, arrivare prima in periferia e poi ritornare indietro. Un sabato di poche settimane fa un gruppo di carabinieri, dopo un appostamento di tre giorni e tre notti, ha sorpreso dodici persone intente a rubare quel prezioso metallo lungo una linea ferroviaria. Anziché arrestarli li hanno seguiti fino a un deposito dove ne nascondevano ben venticinque tonnellate. Ebbene, li hanno arrestati e lunedì erano già liberi. Il motivo del loro rilascio? Non c’è alcun pericolo che scappino. Lo credo bene, tanto un Paese come il nostro non lo troveranno mai». Un altro dettaglio inquietante rivelato da Serra è quello dei poliziotti e carabinieri che vengono sottratti alla lotta alla criminalità: «Il problema del numero delle scorte - ha precisato - non è migliorato con il cambio di governo, anzi è peggiorato, perché alle nuove si sommano le vecchie, concesse a chi non vuole rinunciare all’autista e all’auto blu. Tra posti fissi e scorte, sono impegnati tremila uomini».
Per risolvere quest’emergenza proprio ieri il senatore Domenico Gramazio di An ha presentato un’interrogazione al ministro Amato affinché vengano potenziati i servizi di polizia e carabinieri e ha chiesto l’intervento anche del Prefetto: «Sale l’allarme - ha detto Gramazio - sulla crescita di furti e rapine evidenziando un aumento della microcriminalità nei confronti dei cittadini e delle attività commerciali. È ora che il prefetto Serra, sempre attivo, convochi un comitato per la sicurezza allargato ai rappresentanti politici della Capitale per mobilitare le risorse utili per combattere la criminalità in ascesa».