Sicurezza, Berlusconi: "Chiarimento con Maroni I Cie non riapriranno le porte a mille clandestini"

"Abbiamo avuto un chiarimento con piena
soddisfazione del ministro Maroni" ha detto il
presidente del consiglio Silvio Berlusconi a proposito delle norme sulla
sicurezza: soluzione trovata nel vertice tra il premier e Bossi

Roma - Dopo la bocciatura di ieri e le dichiarazioni del titolare del Viminale, oggi arrivano le dichiarazioni del premier. Sulla vicenda dei Cie c’è stato "un chiarimento con Maroni", nella "maggioranza c’è piena condivisione sulle politiche della sicurezza". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa. Il premier ha spiegato che "lottiamo contro il calendario perché il decreto scade il 26 aprile"affinchè ci sia il varo della norma.

"Non apiremo le porte" Nel vertice con la Lega sulla sicurezza "c’è stato un chiarimento, con la piena soddisfazione del ministro Maroni: abbiamo espresso la piena condivisione della politica di sicurezza del ministro dell’Interno". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi, riferendosi alla norma sulla permaneza dei clandestini nei Cie bocciata ieri dalla Camera. Berlusconi ha aggiunto che la maggioranza sta "lottando con il calendario per non fare decadere il decreto che scade il 26 aprile" e per fare in modo che i Cie "non riaprano le porte a oltre mille clandestini". Quanto alle assenze di ieri a Montecitorio, Berlusconi, ha sottolineato che l’emergenza terremoto, le vacanze di pasqua hanno portato minori presenze, ma sono situazioni che riusciremo a recuperare in maniera certa.

"Soluzione condivisa" Il governo sta studiando le possibili soluzioni tecniche per reintrodurre la norma sull’allungamento dei tempi di permanenza nei Cie. Dopo la bocciatura di ieri dalla Camera, una soluzione è stata cercata oggi nel vertice con il premier Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi. Tra le ipotesi, una prevede l’allungamento della permanenza dai 6 mesi previsti a quattro. Berlusconi avrebbe sottolineato con Bossi la necessità di trovare "una soluzione tecnica condivisa".

Gli incontri tra Bossi e Berlusconi La riunione, a quanto si apprende, sarebbe stata interlocutoria e ci sarà un nuovo incontro. Fonti governative spiegano come ci siano problemi sia di ordine temporale (il provvedimento scade il 26 aprile e a quel punto circa mille dei clandestini che si trovano nei Cie verrebbero rimessi in libertà) che di ordine tecnico, visto che non può essere riproposta, identica, una norma già bocciata dal Parlamento. Durante la riunione, si spiega, proprio per questo ci sarebbero stati contatti telefonici con gli uffici di Camera e Senato per capire se sia possibile reintrodurre la norma a Palazzo Madama e, magari con doppia fiducia, arrivare all’approvazione a Montecitorio entro il 26. L’opposizione, però, potrebbe agevolmente rallentare i tempi di approvazione con l’ostruzionismo, attraverso lo strumento degli ordini del giorno.

La Russa spinge verso una soluzione condivisa "Il problema è stato causato dalle assenze. Non c’è stata nessuna imboscata ma bisognava mettere in conto che nel voto segreto ci possono essere delle opinioni contrarie. Comunque siamo tutti d’accordo sulla necessità di trovare una soluzione al problema". Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha spiegato al termine dell’incontro con i vertici della Lega e il presidente del Consiglio che sulle norme riguardanti gli immigrati si stanno studiando le soluzioni tecniche. "O si renderanno più veloci le espulsioni - ha spiegato tra l’altro La Russa - o bisognerà fare in modo che i clandestini non possono circolare liberamente".