Sicurezza, coprifuoco fino al 2011 ma la Lega si ribella e chiede lo stop

Palazzo Marino ieri ha confermato le ordinanze in scadenza per via
Padova e Corvetto: pugno di ferro per altri tre mesi. I lumbard chiedono lo
stop: "Lasciamo in pace gli italiani perbene". Finora 175 multe: 3 su 4
per attività etniche e alcol. <a href="/a.pic1?ID=480529" target="_blank"><strong>L'INTERVENTO</strong></a> De Corato: <em>Il Carroccio spingeva, ora fa come il gambero</em>

Avanti con il coprifuoco fino al 31 gennaio, senza sconti per nessuno. Ne­anche i gestori italiani di ristoranti e di­scoteche che nei giorni scorsi hanno provato a fare pressing sulla Lega per convincere il sindaco a correggere (al rialzo) gli orari di chiusura sono stati ac­contentati. Letizia Moratti ieri ha confer­mato senza cambiare di una virgola le ordinanze per via Padova e Corvetto: i provvedimenti scadevano oggi e con la firma del sindaco sono confermati alme­no fino alla fine di gennaio, come in via Sarpi, corso Lodi e Imbonati-Comasi­na. Nei giorni scorsi il capogruppo lum­bard era partito alla carica. Dopo che il Carroccio ha organizzato per mesi presi­di nei quartieri a rischio dicendo basta a kebab, phone center e internet point aperti 24 ore su 24, Matteo Salvini ha mo­strato un improvviso mal di pancia. «Bi­sogna lasciar lavorare locali, discote­che, ristoranti e bar degli italiani perbe­ne senza perseguirli, se De Corato vuole che Milano la sera spenga le luci e diven­ti un mortorio, come Lega diciamo no». E ieri ha rincarato la dose: «Invece di per­seguitare i locali perbene che fanno vive­re la città il vicesindaco faccia sparire fi­nalmente chioschi e camioncini abusivi che creano disagi di notte, oltre ai lavave­tri che rompono le scatole di giorno». Ma De Corato ieri ha risposto con i nu­meri. Le multe per i pubblici esercizi che hanno violato i nuovi orari di chiusu­­ra finora sono state 175, e il 75% riguarda­va attività etniche e la vendita di alcolici. «Poche sanzioni ai bar che hanno chiu­so dopo mezzanotte e alle discoteche do­po le 3 - sottolinea - ma a tarda ora nelle zone a rischio possono attrarre degra­do. Qualcuno ha parlato invece a spro­posito di ristoranti, che non sono toccati dal provvedimento». Visti che a pagare le ordinanze tre volte su quattro sono ge­stori immigrati invece che quelli italia­ni, «se la Lega ha deciso di diventare pa­l­adina dei negozi etnici o di chi distribui­sce alcol senza regole, farà questa batta­glia da sola». Nel dettaglio, da quando sono partite le ordinanze - le prime ad aprile da via Padova- i più multati sono stati gli auto­negozi (44) , seguono i bar aperti dopo mezzanotte (42), trentuno perché han­no venduto alcol in bottiglia dopo le otto di sera, 24 phone center e internet point aperti dopo le 22 e 19 centri massaggi dopo le 20, nove kebab e take away aper­ti dopo le 24 e sei discoteche che non hanno spento la musica alle 3. Il Comu­ne, è la richiesta dell’assessore alla Sicu­rezza della Provincia Stefano Bolognini (Lega) «vada oltre le ordinanze e limiti gli orari delle attività commerciali più pericolose in tutta le città o si origina un fenomeno di migrazione della clientela nelle zone in cui non c’è il divieto». C’è un bilancio anche della seconda ordinanza, detta anti-dormitori perché impone il deposito dei contratti di affit­to. Le 3.878 schede consegnate e le 101 segnalazioni di amministratori di con­dominio hanno permesso ai vigili di sco­prire diverse situazioni di degrado e di inviare alla procure 63 richieste di seque­stro di immobili affittati a clandestini.
ChiCa