Sicurezza, corteo senza bandiere e i politici restano sotto il palco

«Una manifestazione aperta a tutti i partiti, ma senza bandiere di partito». Gli organizzatori della manifestazione contro la criminalità del 26 marzo vanno avanti per la loro strada. E ribadiscono la volontà di accogliere chiunque, ma di «non permettere a nessuno di metterci il cappello sopra». Ieri il comitato promotore (Unione del commercio, Unione artigiani, Cna e Coordinamento delle associazioni di via), ha presentato l’iniziativa. Partenza alle 20 da corso Venezia davanti alla sede dell’Unione e percorso che attraverso corso Buenos Aires arriverà fino a piazza Argentina. Dove nessun politico salirà sul palco. «Con noi - spiega il rappresentante dell’Unione Giorgio Montingelli -, ci sarà il sindaco Letizia Moratti a rappresentare le istituzioni». In corteo, come annunciato, anche il leader della Cdl Silvio Berlusconi. «Un milanese preoccupato per la sicurezza della sua città - commenta Montingelli -. Ma se arriverà anche il premier Romano Prodi, magari con i poliziotti promessi a Milano, noi saremo ben contenti. Vorrà dire che trasformeremo il corteo in una bella festa». Concetti ribaditi da Marco Accornero. «Una manifestazione che non sarà contro una parte politica - sottolinea il segretario dell’Unione artigiani -, ma a favore della sicurezza. La nostra è una risposta all’appello del sindaco Moratti a cui hanno già aderito settanta associazioni e organizzazioni. Ci sono anche bocciofile e asili nido». Un «disimpegno» che non piace a Ignazio La Russa, pronto a rivendicare il ruolo della politica. «Escludere i partiti? Mi sembra una decisione misera e infantile - replica duro il colonnello di An -. Ci hanno detto che si sarebbe costituito un comitato promotore paritetico con le associazioni. Noi aspettiamo la convocazione. Attenzione, se in un corteo non ci sono regole ben stabilite, alla fine vince la legge del più forte». In ballo c’è anche l’iniziativa già indetta da An il sabato precedente per ricordare corso Buenos Aires messo l’anno scorso a ferro e fuoco dagli autonomi. Doveva essere annullata per confluire in quella del 26, ma visto come stanno le cose la rinuncia non è più così scontata.
Da domani, comunque, parte la campagna di affissioni della manifestazione del 26 con un ombrello aperto sul Duomo e la scritta «Proteggiamo Milano, i cittadini chiedono al governo più forze dell’ordine». Per le adesioni (di associazioni, ma anche di singoli cittadini) è già on line il sito internet (www.26marzo2007.com), ed è attivo il numero verde 800-913429. Ieri, intanto, undici deputati milanesi di Fi si sono mobilitati rivolgendo un’interrogazione al ministro dell’Interno Giuliano Amato. Primo firmatario Francesco Colucci che chiede «quali tempestive e concrete risposte il governo e, in particolare, il ministro dell’Interno intendano dare alle istanze del sindaco di Milano e della cittadinanza intera, in materia di interventi per migliorare la tutela della sicurezza pubblica, sia in città, sia nel suo hinterland». A seguire le firme di Casero, Lupi, Gelmini, Aprea, Bocciardo, Craxi, Pecorella, Rivolta, Romani, Valducci.