Sicurezza, deputati Pdl al premier: niente fiducia

In 170 deputati hanno scritto a Berlusconi: &quot;Norme inaccettabili: necessitano di correzioni&quot;. Bossi: &quot;La legge non cambia&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=337457">Mussolini</a></strong>: &quot;Così anche i maestri diventano delatori&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=337270">Tomassini</a></strong>: &quot;I pazienti fantasma fanno aumentare i rischi di epidemia&quot;

Roma - Centosettanta deputati del Pdl - Alessandra Mussolini in testa - hanno scritto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per chiedergli di non porre la fiducia sul disegno di legge sulla sicurezza. "In esso sono contenute norme a nostro giudizio inaccettabili, che necessitano di indispensabili correzioni. Siamo certi che ne converrai anche tu, quando potrai renderti conto di come questo dettato legislativo vada contro i più elementari diritti umani e in particolare dell’infanzia e della maternità". E ancora: "Tutto questo va contro la nostra e crediamo la tua coscienza. Porre la fiducia mantenendo queste gravissime disposizioni sarebbe un errore imperdonabile".

La richiesta dei deputati azzurri Centosettanta deputati del Pdl, capitanati da Alessandra Mussolini, hanno chiesto a Berlusconi di non porre la fiducia sul decreto sicurezza perchè l’introduzione del reato di clandestinità le norme riguardanti la denuncia dei clandestini da parte dei medici (ma, secondo i firmatari anche da parte degli insegnanti) sono "inaccettabili". "Sono convinta - dice la Mussolini - di poter contare sull’appoggio del presidente Fini". I parlamentari firmatari (nessuno dei quali è della Lega Nord) aggiungono d’esser certi che il premier si renderà conto di "come questo dettato legislativo vada contro i più elementari diritti umani e in particolare dell’infanzia e della maternità".

Il nodo della denuncia dei medici Nella lettera si respinge l’interpretazione secondo cui il provvedimento non obblighi i medici alla denuncia dei clandestini che si presentano in ospedale o nei centri di vaccinazione: "Non è così. Anzi, l’obbligo di denuncia potrà riguardare anche gli insegnanti e chiunque eserciti incarichi pubblici". E ciò proprio a causa dell’introduzione in sede penale del reato di clandestinità: in caso di mancata denuncia, infatti, medici e insegnanti violerebbero gli art. 361 e 362 c.p., cioè "il reato di omessa denuncia da parte del pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio". Sarebbe, sottolineano i firmatari della lettera, "una vera e propria trappola per bambini, da attirare con l’obbligo dell’istruzione, così da individuarli e colpirli proprio con la mano del medico o dell’educatore". Il risultato sarebbe escludere bambini e donne in gravidanza dai livelli educativi e sanitari, con rischi per tutti e un "regresso spaventoso in fatto di civiltà". Solo se non sarà posta la fiducia, concludono, sarà possibile porre rimedio a quello che altrimenti sarebbe un "errore imperdonabile".

La carica dei 101 I primi a firmare, oltre alla Mussolini, sono stati centi deputati tra cui Souad Sbai, Valentina Aprea, Mario Landolfi, Beatrice Lorenzin, Fiamma Nirenstein e Enrico Costa. Nel primo pomeriggio è arrivata, poi, la firma di Gaetano Pecorella. "Siamo la carica dei 101 - ha esultato la Mussolini - hanno sottoscritto quest’appello cento deputati, ai quali nell’ultima ora si è aggiunto anche l’onorevole Pecorella". Dopo alcune ore il numero ha toccato quota 170. La prossima settimana il gruppo guidato da Fabrizio Cicchitto si riunirà per discutere proprio di questo. "Fini è d’accordo che ci sia un’ampia discussione sul tema", ha continuato la Mussolini suggeremdo che se il governo vuole porre la questione di fiducia sul provvedimento può sempre "stralciare la norma che mettiamo in discussione" e "fare un maxiemendamento sul resto".

Bossi: "La legge non si tocca" Il leader della Lega Umberto Bossi scherza in Transatlantico con i cronisti che gli chiedono della lettera di 101 parlamentari sul ddl sicurezza. "Sono numeri - dice - che voi ingigantite come al solito". Poi, a chi gli chiede non sia preoccupato di eventuali modifiche al ddl replica: "No. Secondo me, resta come è stato approvato al Senato".