Sicurezza, domani arrivano i nostri Tremila soldati di pattuglia nelle città

Arrivano i nostri, militari sulle strade
per garantire
l’ordine pubblico
e vigilare su ex Cpt,
ambasciate
e luoghi di culto<br />

da Roma

Domani è il D-Day. Già dalla mattina saranno infatti operativi i tremila militari che andranno ad affiancare le forze dell’ordine nel controllo del territorio in tutto il Paese. Divisi in contingenti, verranno impiegati in attività di vigilanza a siti di particolare importanza come ad esempio le ambasciate, al controllo esterno dei Centri di accoglienza per gli immigrati e al pattugliamento di nove città italiane.
Chi sono
I militari proverranno in prevalenza dall’Esercito, dall’Aeronautica e dalla Marina. Vari i reparti interessati, dai paracadutisti del Reggimento Folgore ai Granatieri di Sardegna e i Lancieri di Montebello (a Roma), ai marines del San Marco e i Bersaglieri (a Palermo). I Carabinieri della Msu, l’unità specializzata in operazioni di polizia militare all’estero, saranno invece una percentuale assolutamente ridotta. Per loro, tra l’altro, vale un discorso a parte essendo forza di polizia e militari in virtù del doppio status degli appartenenti all’Arma. Per limitare i costi e per una maggiore funzionalità, il 95 per cento degli uomini apparterrà a reparti di stanza nel territorio in cui dovranno essere utilizzati.
Impiego, armamento
e prerogative
Dei tremila soldati previsti mille saranno destinati a compiti di pattugliamento, mille alla vigilanza degli obiettivi sensibili e mille a guardia dei Centri di identificazione ed espulsione. I militari destinati alle perlustrazioni faranno servizio rigorosamente a piedi, in aliquote formate da due unità delle Forze Armate e uno o due appartenenti alle forze di polizia. Altri mille avranno invece compiti di stretta vigilanza agli obiettivi sensibili come tribunali (questa non è una novità), palazzi delle istituzioni e sedi diplomatiche, andando a rimpiazzare e «liberando» qualche centinaio tra carabinieri, poliziotti e finanzieri oggi impegnati nei posti fissi.
I restanti mille presteranno servizio presso i Centri di accoglienza ed espulsione, dove saranno chiamati a svolgere compiti di vigilanza esterna alle installazioni. I militari impegnati nei servizi di pattuglia vestiranno la divisa «ordinaria», cioè pantaloni, camicia, basco e anfibi, non avranno il fucile ma saranno armati di pistola. Il personale di vigilanza invece indosserà la «mimetica» e sarà equipaggiato con il mitra.
Tutti i soldati avranno lo status di «agente di pubblica sicurezza» ma non di «agente di polizia giudiziaria» potendo in questo modo identificare e perquisire persone e mezzi di trasporto. Non gli sarà invece consentito procedere all’arresto, cosa per cui dovranno chiedere l’ausilio di un appartenente alle forze dell’ordine, presente comunque nelle pattuglie miste.
Dove saranno
dislocati
Saranno i prefetti a decidere come e dove usare i militari, che agiranno sia di giorno che di notte.
Nel piano di ripartizione, mille soldati andranno presso i Centri di identificazione per gli immigrati di Agrigento (70), Bari (115), Bologna (60), Brindisi (25), Cagliari (40), Caltanissetta (70), Catanzaro (30), Crotone (100), Foggia (80), Gorizia (90), Milano (80), Modena (40), Roma (60), Siracusa (50), Torino (70) e Trapani (20).
Per la vigilanza dei 51 obiettivi sensibili di Roma sono stati assegnati 797 appartenenti alle Forze armate, 174 per i 20 di Milano e 29 soldati per l’unico sito di Napoli.
Saranno invece 9 le città che vedranno i militari impegnati in pattuglie miste con Carabinieri e Polizia. Nella capitale ce ne saranno 195, 170 a Milano, 150 a Napoli, 90 a Bari e Catania. Torino avrà a disposizione 80 unità, Verona 75, Palermo 50 e Padova 45. In totale Roma avrà il maggior numero di soldati (1052), seguita da Milano (424) e Napoli (179).

Durata e costi
Il decreto sicurezza stabilisce in sei mesi la durata del Piano di impiego del personale delle Forze Armate nel controllo del territorio. Il provvedimento è però replicabile ma per una sola volta. Un comitato tecnico, composto dal Capo della polizia, dal Capo di stato maggiore della Difesa e dal Comandante generale dei carabinieri effettuerà il monitoraggio sull’attuazione del Piano, anche per effettuare eventuali modifiche nell’impiego dei soldati e per decidere, sulla base dei risultati, se prolungare o meno l’iniziativa. Per il finanziamento sono stati stanziati 31,2 milioni di euro per il 2008 e altrettanti per l’anno prossimo.