Sicurezza e cultura La ricetta vincente di un politico perbene

Nel 1995, Marco Mariani fu eletto sindaco di Monza. Due anni dopo abbandonò l’incarico. Anzi, si ritirò dalla politica: sua moglie stava male e, lui, scelse di starle accanto. Stile di un uomo perbene che il centrodestra ricandida alla guida della città.
Discesa in campo con un solo obiettivo: far rivivere Monza. Con quali idee? Be’, semplice, con quelle di chi vive sulla propria pelle i problemi. Già, Mariani ascolta i monzesi che reclamano un miglioramento della «qualità della vita» e pure uno sviluppo urbanistico, che sia occasione di riqualificazione urbana e di rilancio. Questione che si traduce in un recupero delle aree dismesse, ad esempio la Fossati Lamperti (di proprietà del Comune) potrebbe divenire un campus universitario e piazza Trento e Trieste (pratum magnum) ritornare al suo antico splendore.
Proposte tutte da discutere, verificare e decidere. Come quella che è il punto dolente della città, il traffico. Monza merita uno studio serio sull’attraversamento del centro storico che sostituisca il piano urbano del traffico varato da Faglia. Impegno che va di pari passo con quello della sicurezza ovvero maggiore illuminazione, videocamere e tavolo permanente con le forze dell’ordine. C’è poi l’emergenza casa: serve una manutenzione straordinaria del patrimonio comunale insieme a incentivi per i proprietari di quelle tremila case oggi sfitte.
Problemino non da poco è pure quello culturale: «La terza città della Lombardia non può avere eventi strapaesani ma appuntamenti di respiro anche internazionale giocando sul ruolo degli sponsor e del Parco». Qui si inserisce la questione delle politiche giovanili, dei parcheggi, «con campagne di sensibilizzazione per l’uso di quelli esistenti sottoutilizzati» e della «riqualificazione» dell’area di viale Lombardia, con giardini che riuniscano San Fruttuoso e Triante.
Temi cittadini caldi, temi della Cdl non solo in campagna elettorale.