La sicurezza e il mea culpa della sinistra

Chi ha commesso reati e chi campa di espedienti deve essere riaccompagnato a casa in Romania: spero nel decreto Maroni. Possono restare solo quelli che hanno un lavoro in regola, non chi vive assistito a nostre spese senza pagare luce, gas, acqua, tassa dei rifiuti. I veri deboli da difendere sono gli italiani delle periferie». Non è Calderoli ad affermarlo né uno dei barricadieri sindaci del veneto. No. Parole e musica appartengono a Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, esponente del veltroniano partito democratico.
È, questa frase, la sintesi del voltafaccia post batosta elettorale del Pd, milanese e non solo. Il totale abbandono di vecchie teorie buoniste e l'assimilazione del sempreverde principio calcistico: contano i risultati. Berlusconi lo aveva già denunciato in campagna elettorale: Veltroni e i suoi ci copiano. Ma la frase di Penati va addirittura oltre, tanto da far meritare al presidente di palazzo Isimbardi la qualifica di «leghista ad honorem». Un bel salto della quaglia per uno che, nella sua giunta, come assessore ai diritti dei cittadini, al nomadismo, ai diritti di asilo ha messo la comunista Francesca Corso, ex Pci, ex Rifondazione, una che solo a sentir parlare di sgomberi e di espulsioni le venivano i capelli dritti. Almeno fino a poco tempo fa.
Accogliamo comunque con piacere questa piroetta. Il lassismo del governo Prodi ha provocato grandi guasti per quanto riguarda l'immigrazione clandestina. Un accordo fra tutte le parti non potrà che facilitare il compito del neoministro dell'Interno Maroni.