Sicurezza, ecco il taxi rosa

Uno sconto del 20 per cento sulle corse in taxi, dopo le 20, alle cittadine della capitale. Nel giorno in cui si festeggiano le donne e in cui queste ultime sfilano per le strade di Roma in nome dell’ideologia una piccola ma concreta proposta arriva dal candidato sindaco di Roma per la Pdl, Gianni Alemanno. Idea che sarà sostenuta anche dal candidato Loreno Bittarelli, il leader sindacale dei tassisti del quale proprio ieri è stata annunciata la candidatura al Senato nella fila del Pdl. Una candidatura che non ha mancato di provocare mal di pancia a sinistra, come vedremo.
Ma prima parliamo del taxi rosa. Che sarà realizzato, naturalmente, se Alemanno siederà sul Campidoglio. E che è stato annunciato ieri nel corso di una conferenza stampa convocata presso il gazebo montato in Piazza del Popolo. Alemanno ha spiegato che il 10 per cento dello sconto previsto sarà a carico dell’amministrazione comunale e che, per avere lo sconto, le donne potranno ritirare (secondo modalità ancora da definirsi) dei blocchetti da dieci talloncini ciascuno. «In questo modo - ha osservato Alemanno - i tassisti contribuiranno a creare una rete di sicurezza, saranno un occhio vigile al fianco dei cittadini. Noi della Pdl puntiamo quindi al coinvolgimento e alla responsabilizzazione della categoria non solo per il trasporto ma per la sicurezza». Alemanno ha ricordato che Veltroni aveva già invitato i tassisti a praticare lo sconto notturno per le donne, ma senza un contributo dell’amministrazione, a dimostrazione dell’«inconsistenza di quella proposta».
Quella di ieri è stata la prima uscita ufficiale di Bittarelli come candidato senatore. Una nomination che, come detto, ha provocato molte polemiche a sinistra. È stato per prima Walter Veltroni a far notare la stranezza di «una forza che si dichiara liberale che mette nelle sue liste chi, un piccolo gruppo, ha bloccato la liberalizzazione delle licenze». Ma è lo stesso Bittarelli a ribattere all’ex sindaco e alle sue accuse di «doppiezza»: «Veltroni, piuttosto che esprimere giudizi gratuiti sulle candidature altrui, farebbe meglio, durante le sue scampagnate quotidiane in pullman, a leggere bene i nomi dei candidati che compongono le proprie liste, che sono stracolme di doppiezze e di contraddizioni, di cui lui ne è il maestro», ha detto il sindacalista. Ma anche Paolo Gentiloni e Pierluigi Bersani sono critici contro la scelta di far scendere in campo Bittarelli. Ciò che, in qualche modo, lo inorgoglisce: «Non pensavo di fare così tanta paura». Bittarelli svela poi di essere stato contattato nei giorni precedenti da Rutelli, Veltroni e Storace. Il Pd smentisce questa «trattativa». Ma di sicuro non si può smentire che 35 cooperative di tassisti in tutta Italia «sponsorizzano» lo sbarco di Bittarelli a Palazzo Madama.