Sicurezza, governo ancora diviso

Oggi riunione tecnica per decidere sul "pacchetto". Ferrero: "Colpiamo i reati dei colletti bianchi e non mandiamo in galera i poveri". Bonino: "Le proposte in Cdm erano demagogiche". Cicchitto: "Governo in agonia"

Roma - A palazzo Chigi si prova a fare finta di nulla ma l'ennesima spaccatura, quella maturata sulla delicata questione del "pacchetto sicurezza" - che non è stato approvato ma solo rinviato - continua a bruciare. Com'era inevitabile che fosse.
Sulla questione bisogna aspettare l’esito della riunione tecnica di oggi: è la posizione di Paolo Ferrero, ministro per la Solidarietà sociale. "La discussione sul pacchetto sicurezza è in corso adesso a livello di uffici legislativi - ha ricordato - e quindi vediamo, a partire dalla riunione di oggi, che cosa è venuto fuori. Le proposte di modifica che io ho avanzato sono più punti. Le grosse questioni sono due: una, di andare anche a colpire i ricchi, e cioè i reati dei colletti bianchi che Berlusconi aveva depenalizzato; come seconda, evitare di mandare in galera i poveri, cioè chi fa i graffiti sui muri piuttosto che chi fa il lavavetri". Secondo Ferrero è anche un problema di appesantimento della macchina della giustizia: "Non penso che debbano essere al centro dell’emergenza della giustizia. Francamente i tribunali sono già abbastanza intasati - ha concluso - bisognerebbe di evitare di intasarli con dei processi verso i poveracci".

Cicchitto: "Governo in agonia" "La mancata definizione del pacchetto sicurezza perché la sinistra radicale è contraria in via di principio a molti provvedimenti e alcuni di essi sono confusi e pasticciati di per sè, la riproposizione del duello fra Mastella e Di Pietro che aspira a guadagnare qualche voto facendo il grottesco sceriffo d’Italia in primo luogo contro i suoi colleghi, ieri D’Alema, oggi Mastella, la richiesta di dimissioni del presidente della Rai, mettono in evidenza l’agonia di questo governo che si dipana di giorno in giorno in modo penoso e pericoloso". Lo sottolinea Fabrizio Cicchitto vice coordinatore di Forza Italia. "Un accanimento terapeutico in politica fa solo danni gravissimi. Anche per questo bisogna andare al voto. Un governo tecnico - dice - non risolverebbe alcun problema. E inoltre chi lo voterebbe in parlamento? Riteniamo che nessuna forza politica del centrodestra si assumerebbe la responsabilità di rompere con Forza Italia, la Lega e An per far vivere un governicchio per qualche mese".

Di Pietro: "Scorporiamo le questioni" Una "assunzione di responsabilità" scorporando le quattro proposte del pacchetto sicurezza in un doppio binario, da un lato ddl e dall’altro un decreto legge per affrontare le norme più urgenti. È questa la proposta fatta dal ministro Antonio Di Pietro in Consiglio dei Ministri durante la discussione sulle misure per contrastare la criminalità e assicurare la certezza della pena. Il ministro ha proposto anche di introdurre l’esecuzione anticipata della pena dopo la sentenza di primo grado, spiegando che questa norma è troppo delicata e deve passare all’esame del parlamento. Ha inoltre proposto l’abrogazione della parte della ex Cirielli che prevede la riduzione della metà dei tempi di prescrizione.

Bonino: "Pacchetto repressivo e demagogico" "L’impostazione del pacchetto sicurezza presentato in Consiglio dei ministri era di tipo repressivo e a volte demagogico". Lo dice Emma Bonino, ministro per le Politiche europee, in una intervista a "Liberazione". "Nel dettaglio - spiega l’esponente radicale - non mi convincevano soprattutto le modifiche al codice penale e di procedura penale, il maggior ricorso alla custodia cautelare, in un Paese dove le pene si espiano prima della condanna e mai dopo, e gli innalzamenti di pena in materia di circolazione stradale e contraffazione, che appaiono sproporzionati rispetto a reati ben più allarmanti".