Sicurezza, la guerra di Veltroni: "Via i tagli"

Il leader del Pd minaccia battaglia "se nella finaziaria non torneranno i 3,2 miliardi di euro di tagli alla sicurezza". L'ex sindaco boccia l'intero pacchetto economico: "Le tasse non calano, non c'è sostegno a salari e famiglie, il Paese rischia una crisi drammatica". Approvato il dl sicurezza

Roma - La guerra di Veltroni sui tagli alla sicurezza. "O ci sarà un intervento per ripristinare le condizioni prima del taglio di 3,2 miliardi per la sicurezza o noi utilizzeremo tutti gli strumenti di opposizione per impedire che la sicurezza dei cittadini sia messa a repentaglio". Walter Veltroni annuncia che il Pd darà battaglia in aula dopo aver denunciato i tagli previsti nella manovra sulla sicurezza. Oltre a questi il leader dei democratici punta il dito anche ai minori finanaziamenti a sanità e scuola. "È incredibile - sottolinea - che, mentre siamo impegnati al voto sul dl sicurezza, si corrisponda nella manovra a misure assolutamente in contrasto per garantire la presenza delle forze dell’ordine sul territorio". Veltroni ha annunciato quindi l’impegno del Pd per "bloccare" l’intervento sulla sicurezza.

Crisi drammatica Bocciata nel complesso la finanziaria del governo Berlusconi. "Nel nostro giudizio sulla manovra resta assolutamente determinante il giudizio di Bankitalia: la situazione economica del Paese è gravissima, i fattori depressivi si sommano e il paese rischia di avvitarsi in una spirale drammatica tanto più che la manovra non contiene alcune elemento di sostegno alle famiglie e ai salari". Così Veltroni sulla manovra uscita dall’esame notturno in commissione. "Non ci sono tagli alle tasse, non c’è alcun intervento su salari e stipendi e in più ci sono tagli a casaccio, ma gravissimi che colpiscono la sicurezza, la sanità e la scuola". Il segretario del Pd, in conferenza stampa insieme al capogruppo alla Camera Antonello Soro e al ministro ombra dell’Economia Pierluigi Bersani, richiama "alla situazione drammatica del paese alla quale rischia di sommarsi la crisi di Alitalia visto che dal governo sono avanzate ipotesi alla rinfusa".

Approvato il dl sicurezza La Camera ha approvato il decreto legge in materia di sicurezza. Il testo, su cui ieri il governo ha incassato la fiducia, ora torna al Senato per la conversione definitiva in legge (che dovrà avvenire entro il 25 luglio). I voti a favore sono stati 303, 234 i contrari, 35 gli astenuti (il gruppo dell’Udc).