Sicurezza, i topi d’auto sfidano l’assessore

Poi dicono che a «Veltronia» il tasso di vivibilità precipita di giorno in giorno, l’economia non decolla e le attività già avviate prima o poi finiscono irrimediabilmente in crisi. Calunnie: pensate che nella città del «modello Roma» persino un «settore» che pareva ormai tramontato sembra riprendere quota.
Parliamo del giro delle autoradio e del fiorire di furti che per anni ha rappresentato uno degli incubi dei cittadini, timorosi ogni giorno di trovare l’auto sfondata e gli apparecchi divelti.
E invece chissà cosa avrà pensato l’assessore alla Sicurezza del Campidoglio quando ha scoperto che lo scorso fine settimana qualche «topo d’auto» ha fatto visita in serie ai veicoli posteggiati nella strada di casa sua, nei pressi di piazza dei Navigatori. Forse avrà ripensato alle molte occasioni in cui il sindaco (a dispetto delle posizioni ben più articolate dell’assessore stesso) ha dipinto Roma come una città dei balocchi.
Era da un po’ che di furti d’autoradio non si sentiva più parlare. È finita invece che domenica scorsa i più fortunati se la sono cavata con il prelevamento degli apparecchi radio, ad altri è andata peggio con lo sfondamento dei finestrini. Nei giorni a seguire erano ben visibili le tracce del raid notturno: frammenti di vetro, residenti inferociti, l’amara rassegnazione di chi per mesi ci aveva scherzato su: «Almeno qui dove abita l’assessore alla Sicurezza forse possiamo stare tranquilli...».
E invece no. A nulla è servita la presenza di Jean Leonard Touadi, né quella ancor più altisonante del procuratore generale Salvatore Vecchione.
I residenti della zona, dove furti d’auto e «visite» sgradite negli appartamenti sono da qualche anno all’ordine del giorno, puntano il dito contro le frequentazioni notturne del parco che si estende alle spalle della parrocchia di Santa Francesca Romana, a ridosso dell’area archeologica delle catacombe di San Callisto. Una zona, quella del parco, praticamente off limits oltrepassata la mezza sera, anche a causa della scarsa illuminazione.
Negli ultimi tempi s’è parlato di tentativi di molestia, e addirittura fra gli abitanti c’è chi è pronto a giurare d’aver trovato animali impiccati ai rami degli alberi, al punto di sospettare che nottetempo vengano praticati rituali non proprio edificanti.
I furti negli appartamenti che si sono succeduti nei mesi addietro, il proliferare tutt’intorno della prostituzione su strada, e ora la recente incursione ai danni delle automobili, non hanno fatto altro che far aumentare il livello di allarme, a dispetto della propaganda del sindaco su «Roma città sicura». Col rischio che a far le spese dei falsi proclami veltroniani, almeno in termini di immagine, sia ancora una volta il povero assessore, del quale d’ora in poi si dirà: «Se non riesce a tener sicura neanche la strada di casa sua...».