Sicurezza, Lega in piazza Duomo: sfilano i sindaci anti-clandestini

In 100mila tra slogan e bandiere La Moratti, attesa, non arriva: bloccata da problemi familiari

I sindaci sono in prima fila. Al posto della fascia tricolore ne portano una verde con la scritta, «difensore dei cittadini». Guidano il corteo leghista e sbandierano facsimili dei provvedimenti anti-clandestini e anti-sbandati da loro firmati.
Umberto Bossi dal palco di piazza Duomo li difende a spada tratta, «Prodi lasciali stare, non ce la fai! I prefetti non intervengano contro i nostri sindaci, sarebbe una scelta sbagliata quella di farli cadere». La piazza ritinta di verde replica a colpi di slogan, «Il sindaco con la gente, il governo con il delinquente»: governo che afferma Bossi «ancora tace sulla richiesta di federalismo votata dalla Regione Lombardia».
Qualche cronista cerca Letizia Moratti. Ma del sindaco di Milano non c’è traccia, anche se aveva promesso di sfilare insieme al popolo leghista per contestare le politiche prodiane sulla sicurezza. Assente, dicono dal suo staff, per «motivi personali e familiari». L’assessore leghista Massimiliano Orsatti legge un messaggio del sindaco che saluta i «cari amici», il popolo del Carroccio: «Quest’iniziativa è importante per Milano. È un’occasione per toccare con mano i problemi della città: la sicurezza che è garanzia di libertà, poi la tranquillità delle famiglie che significa meno tasse e più servizi».
Racconta, donna Letizia, «le disattenzioni e le dimenticanze che Milano subisce»: «Quest’iniziativa unisce i cittadini nelle richieste al governo di maggiore equità e giustizia per il bene di Milano e di tutto il Paese». Le risposte? «Attendevamo di più, molto di più soprattutto sotto il profilo degli strumenti normativi». Già, il Governo «dev’essere più deciso, deve mettere le città nelle condizioni di poter combattere l’immigrazione irregolare, lo spaccio, lo sfruttamento della prostituzione e dei minori» perché, si sa, «la sicurezza è un problema che colpisce i più deboli».
Applaudono i 100mila («trecentomila padani» conta Roberto Calderoli), mentre Orsatti fa sapere che «Letizia Moratti si è informata sulle delibere dei nostri sindaci» e che la Lega auspica in futuro «la presenza tra questi sindaci anche di donna Letizia». In Duomo ci sono comunque quelli della Lista Moratti -, «esattamente come lo scorso 26 marzo a fianco dei cittadini per rivendicare il diritto alla sicurezza» -, e c’è pure il vicesindaco Riccardo De Corato che rimarca la bontà del «modello Milano già funzionante». «Abbiamo dimostrato senza ricorrere a particolari ordinanze di avere i mezzi per agire e di applicarli con profitto». «Basta la direttiva europea per applicare quanto prescrivono le ordinanze» precisa l’assessore Tiziana Maiolo, che sfila in corteo perché, spiega, «ne condivido i contenuti e penso che pure Forza Italia li condivida».
Intanto, in un angolo della piazza si riempie di «letterine» il cubo di 1,50 metri per 1,80: maxi cassetta postale strapiena di messaggi a Prodi. E tra le missive ci sono pure le ordinanze anti-immigrati imbucate dai sindaci. Anche queste con una parola d’ordine: basta col governo Prodi.