Sicurezza, l'Unione barcolla al Senato Napolitano: "Fare scelte condivise"

La maggioranza va sotto due volte su questioni procedurali: prima su una richiesta di sospensiva, poi su un emendamento. Il governo pensa alla fiducia, ma poi rinuncia. Il Capo dello Stato: <strong><a href="/a.pic1?ID=225479" target="_blank">&quot;Scelte condivise&quot;</a></strong>

Roma - Comincia con il piede sbagliato l'iter del disegno di legge sulla sicurezza per la maggioranza al Senato. L'Unione è andata sotto due volte: la prima su una richiesta di sospensiva dei lavori, la seconda su una mozione dell'oppozione.

La prima bocciatura Il governo è stato battuto prima sulla richiesta di sospendere l’esame del decreto legge sulla sicurezza per farlo ritornare in commissione per una valutazione più attenta sulla questione dei Cpt. L’opposizione ha chiesto di proseguire i lavori ed è stata accolta con 156 no alla sospensione contro 154 sì dell’Unione. Alla ripresa dell’esame del decreto, il presidente della commissione Affari costituzionali, Enzo Bianco, aveva chiesto di sospendere i lavori dell’aula per "consentire al governo di assumere le valutazioni di tutti i gruppi" sul punto controverso che riguarda l’emendamento dell’esecutivo (per la precisione il 1305) che prevede il "trattenimento in strutture già destinate per legge alla permanenza temporanea" degli immigrati da espellere. Tutta la maggioranza ha sostenuto la proposta di Bianco, il provvedimento è andato in aula senza relatore e senza che il testo sia stato preventivamente emendato.

Assenze Per quanto riguarda le votazioni, bisogna tener conto che ci sono almeno un paio di senatori della maggioranza che sono assenti per malattia, e dei senatori a vita è presente solo Rita Levi Montalcini.

Seconda bocciatura Poi il Senato ha deciso con 156 voti a favore a 154 contro di votare un emendamento dell’opposizione per parti separate, come chiesto dagli senatori della Cdl. Con il centrodestra, a quanto viene riferito, avrebbero votato i senatori Helga Thaler e Domenico Fisichella. Per la seconda volta il governo è andato sotto su una questione procedurale, dopo la prima bocciatura dell’aula su una richiesta di sospensiva.

No alla fiducia Il governo non metterà la fiducia sul dl espulsioni al Senato. Lo affermano i ministri dei Rapporti col Parlamento, Vannino Chiti, e della Giustizia, Clemente Mastella, al termine del vertice di maggioranza convocato dopo la debacle di stamattina in Aula. Il Guardasigilli ha assicurato: "il governo è forte e unito" e quindi "reggerà". Convinzione espressa anche da Chiti, secondo il quale la "maggioranza è forte e unita. Non mettiamo la fiducia perché abbiamo valutato un’ampia condivisione politica delle scelte del governo e sugli emendamenti a cui darà parere favorevole. Non ci sono - ha continuato - questioni politiche. Vedremo poi sulle questioni numeriche, ma per adesso andremo avanti in aula, dove non mi pare che ci sia ostruzionismo".