Sicurezza, Maroni: "Superpoteri ai sindaci"

Dalla prostituzione all’accattonaggio, dallo spaccio all’occupazione di case; questo il nuovo
ambito di competenza che il Viminale ha assegnato ai sindaci per
difendere &quot;l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana&quot;. I primi cittadini saranno &quot;ufficiali di governo&quot;<br />

Roma - Dalla prostituzione all’accattonaggio, dallo spaccio all’occupazione di case; questo il nuovo ambito di competenza che il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha assegnato ai sindaci per difendere "l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana". Lo ha annunciato lo stesso ministro in una conferenza stampa al Viminale, dicendo che questo pomeriggio firmerà il decreto che su questi punti dà attuazione al decreto legge sulla sicurezza.

"Ufficiali di governo" Il sindaco, "che agirà come ufficiale di governo", ha detto Maroni, potrà emanare ordinanze per prevenire e contrastare, tra l’altro, lo spaccio di stupefacenti, l’accattonaggio molesto, i danneggiamenti al patrimonio pubblico e privato, l’occupazione abusiva di immobili, gli intralci alla pubblica viabilità e la prostituzione su strada". I sindaci saranno tenuti ad informare preventivamente dei loro provvedimenti i prefetti, i quali dovranno collaborare per dare attuazione a tali provvedimenti. Nel caso di contrasti fra sindaco e prefetto la situazione dovrebbe essere risolta in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. "Noi diamo un margine di operatività ai sindaci con i soli limiti rappresentati dal loro territorio e dalle leggi vigenti", ha spiegato Maroni.

Militari nelle città: accoglienza ottima "È la strada giusta per garantire maggior sicurezza ai cittadini e per far capire ai delinquenti che lo stato c’è e non arretra". Lo ha detto il ministro dell’interno commentando il primo giorno di utilizzo dei militari nelle città. "Sono soddisfatto di come è iniziata l’operazione - aggiunge - c’è stata un’ottima accoglienza e il dispositivo ha dato subito i suoi frutti". Il ministro ha aggiunto che entro 2/3 giorni il contingente di 3 mila militari sarà interamente schierato ed ha ribadito che tra 6 mesi ci sarà una verifica sul loro operato. "La loro presenza non è lasciata all’improvvisazione ma è definita da protocolli chiari - ha concluso - valuteremo nelle singole città come sono andati i servizi per decidere se continuare o meno l’esperienza di ulteriori 6 mesi".

Immigrazione: niente sanatorie "Il governo italiano non procederà ad alcuna sanatoria generalizzata". Lo ha ribadito Maroni rispondendo ad una domanda sulla possibilità di un nuovo decreto flussi. "Sono stufo di ripetere sempre le stesse cose - ribadisce Maroni - il 'Patto per l’immigrazione e l’asilo dell’Unione europea' dice chiaramente che non bisogna procedere con sanatorie generalizzate e noi non lo faremo". Quanto ai numeri del prossimo decreto flussi, il titolare del Viminale si è limitato a sottolineare che "non possono essere superiori a quelli dell’anno precedente. E comunque - ha concluso - attendiamo risposte dal Ministero del Welfare e poi valuteremo".

Cento milioni di euro ai sindaci Cento milioni di euro a disposizione dei sindaci da investire per la sicurezza urbana. La somma, come ha sottolineato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, sarà messa a disposizione dei primi cittadini a settembre quando verrà siglata una intesa con i comuni su come utilizzare al meglio i fondi. Peraltro si tratta di una delle richieste che erano state avanzate al titolare del Viminale dall’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani, insieme alla possibilità di un monitoraggio delle iniziative. Il nuovo ruolo di primi responsabili della sicurezza, hanno osservato i sindaci, impone di investire in risorse umane e finanziarie per poter agire meglio. E questo in pratica significa avere a disposizione somme per poter potenziare, ad esempio, la polizia locale, o investire in attrezzature tecniche per poter controllare al meglio il territorio.

Più posti nei Cpt Mettere a disposizione posti "straordinari" di accoglienza per l’emergenza estiva dei continui sbarchi di immigrati,all’interno del Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati. Il vicepresidente dell’Anci, Fabio Sturani, ha garantito la massima disponibilità, annunciando l’invio di una lettera a tutti Comuni che fanno parte della Rete, per l’attivazione dei posti straordinari da rendere immediatamente disponibili. Sistemazioni che dovrebbero andare ad aggiungersi ai circa 800 posti straordinari già messi a disposizione dagli stessi Comuni per il 2008. Attualmente il Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati del Ministero dell’Interno, coordinato dall’Anci attraverso il Servizio Centrale, vede impegnata una rete di oltre 100 Comuni, con standard di accoglienza ed integrazione elevati e risultati riconosciuti a livello europeo. Nel corso della riunione è stato inoltre concordato con il Prefetto Morcone che i posti aggiuntivi saranno sostenuti economicamente, in via straordinaria, per un anno, nell’ottica di una futura stabilizzazione e quindi di un allargamento dell’attuale Rete di accoglienza. Posti che si andranno ad aggiungere ai 3mila ordinari previsti dal Bando biennale che sarà pubblicato domani 6 agosto. "Anche l’emergenza - ha affermato Fabio Sturani - si può affrontare in maniera strutturata, per questo è necessario allargare ulteriormente l’attuale Rete del sistema di protezione. Il progressivo aumento dei posti è un esigenza riconosciuta anche dal Ministero dell’Interno e, per raggiungere questo obiettivo, lavoreremo insieme, come abbiamo sempre fatto, nei prossimi mesi".