Sicurezza a Milano, il Cavaliere: "Illegittimo uno Stato che non ci difende"

Politici, pensionati, operai e commercianti sfilano per le vie del centro per chiedere più sicurezza. Il Cavaliere: "La gente è qui per denunciare la mancanza di protezione"

Milano - Impossibile per Silvio Berlusconi non salire sul palco. La piazza è sua, lo spinge, lo trascina tra coretti e acclamazioni fino alla fine del corteo per la sicurezza. Il programma prevedeva un monologo del sindaco di Milano, Letizia Moratti, ma l’ex premier è quasi costretto a parlare alla gente in attesa, che guarda in alto sulle impalcature di piazza Argentina e aspetta che il leader detti la linea. Lui non li delude e dice esattamente ciò che ogni manifestante sogna di sentirsi dire, che il Cavaliere è in armi per scalzare Romano Prodi. «È tempo che questo governo si dimetta. Siamo venuti qui per dire basta. Uno Stato che non difende i cittadini è illegittimo. Tagliano i fondi sulla sicurezza, concedono l’amnistia ai terroristi, lasciano che interi quartieri siano invasi dagli extracomunitari» scandisce tra i palloncini che volano su corso Buenos Aires, la strada dello shopping che un anno fa è stata oltraggiata dalla violenza degli estremisti di sinistra e questa sera è un inseguirsi di lumini e fiaccole, striscioni e sciarpe colorate. All’appello mancano solo le bandiere dei partiti, un’assenza voluta per lasciare spazio ai cittadini.

Eppure. «Questa è una manifestazione politica. Uno Stato che non protegge non è legittimo» ripete Berlusconi. Non sono parole da comizio, al contrario annunciano un atto parlamentare concretissimo, l’astensione sul voto per il rifinanziamento della missione in Afghanistan. Il messaggio è chiaro: nessuna stampella al governo che non garantisce la sicurezza dei soldati, così come nessuna stampella al governo che non garantisce la sicurezza dei cittadini. È un discorso che vale per l’esercito, per la lotta alla criminalità e all’immigrazione clandestina. «La sicurezza non è nemmeno presente nei dodici punti del nuovo programma di governo illustrato dal presidente del Consiglio» accusa. Va oltre: «Sono stati fatti passi indietro».

Sotto accusa i tagli ai fondi a disposizione delle forze dell’ordine e l’attacco alla Bossi-Fini che, spiega Berlusconi, ha reso ancora più insicure le città. «La politica delle porte aperte sull’immigrazione è insensata e i cittadini fanno bene a manifestare per la sicurezza» è la critica, a cui segue l’interpretazione. Ancora una volta, è il prevalere delle posizioni più radicali dell’Unione a determinare la linea del governo Prodi: «La sinistra estrema vede nell’immigrato un fattore di contrasto rispetto allo Stato fondato sulla proprietà privata». Il governo è responsabile anche di aver decurtato i fondi per la sicurezza: «Da un lato, con la Finanziaria, si sono ridotti di 500 miliardi i fondi a disposizione delle forze dell’ordine. Dall’altro si è sottratto alle questure per trasferirlo ai Comuni, molti dei quali sono di sinistra, il compito di controllare la legittimità della permanenza dei cittadini stranieri in Italia». Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: «Basta presentare un documento e dire che si è in cerca di lavoro per potersi fermare tre mesi e rimanere ancora in Italia».
Milano lo accoglie come un liberatore. Berlusconi procede a fatica, c’è chi gli chiede di firmargli un autografo sulla mano, chi cerca di fermarlo. «Un presidente, c’è solo un presidente» gli cantano dai fianchi. Lo inseguono, esagerano: «Silvio, santo subito». Lo incalzano: «Tutti a casa, tutti a casa domani». È la folla, il suo elemento naturale, e a mano a mano che la attraversa perde anche l’iniziale malumore dovuto al processo Sme. Il bagno di gente lo porta velocemente al sorriso. «Se pensano di fermarmi si sbagliano di grosso, vuol dire che non mi conoscono» confida a chi lo avvicina per solidarizzare.

Oltre la protesta, a caccia di soluzioni. «Chiediamo al governo di cambiare la sua politica, di dare attenzione alla difesa del cittadino e di non lasciarsi guidare dall’ideologia della sinistra». Conclude: «Questa è una manifestazione di cittadini che chiedono al governo di fare il suo dovere». Intorno i palloncini sono di tutti i colori.